Via Veneto e la Dolce Vita

  • facebook
  • twitter
  • Google Plus
  • email

Attori, pittori, nobili e personaggi della cultura, mossi dal desiderio irrefrenabile di godersela. Erano gli anni della dolce vita a Roma, salotto esclusivo di un fermento artistico culturale senza precedenti. Memoria storica di quel periodo, via Veneto e i suoi caffè, affollati ogni sera da vecchie glorie del cinema americano e italiano.
 
Tra i tavoli di locali come l'Harrys bar, il Doney, il Gran Cafè Roma, il Cafè de Paris, in un tratto di strada lungo meno di un chilometro, era facile imbattersi in paparazzi a caccia di scoop pronti ad immortalare volti noti del cinema e personaggi in cerca di fama.
 
Uno scatto per ottenere la chance di diventare attore, per recitare a Cinecittà o la possibilità di apparire su qualche rivista. Rotocalchi come Gioia, Gente, Epoca, raccontavano di scandali e storie che contribuirono a rendere immortali quegli anni.
 
La dimensione internazionale di via Veneto si respirava ovunque, grazie ai numerosi produttori Hollywoodiani che sceglievano come teatro dei loro incontri la via italiana per il cinema e la stessa capitale come set per i loro film.
 
Ma è il genio assoluto di Federico Fellini ad immortalare perfettamente nel suo capolavoro " la dolce vita" l'immagine di un'Italia che perde la sua innocenza, uscita dalla guerra, che guarda con una forte involuzione morale al modello americano, al desiderio di una vita fatta di gioia ed emozioni. Una dolce vita vissuta fino in fondo come testimonia la scena madre del  film, il bagno di Anita Eckberg, diventato leggenda che ha consacrato per sempre, agli occhi del mondo, il racconto di quegli anni.

Mappa

Dettaglio mappa

Galleria