Piazza Mattei e la Fontana delle Tartarughe

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All'interno dello storico Rione Sant'Angelo, da tempo immemorabile quartiere ebraico della città, si trova una piazza a pianta rettangolare di derivazione rinascimentale, come dimostra bene la regolarità della sua forma.
 
In una delle due metà, si può ammirare una bellissima fontana recentemente restaurata. Numerose le visite di romani e turisti che godono della sua straordinaria leggerezza stilistica.

Piazza Mattei è diventata un'isola pedonale, così impreziosendo tutta l'area ed avvolgendola in un'atmosfera di calma e pace sempre più rara in una metropoli vivace come Roma. Siamo al confine dell'antico Ghetto ebraico, nel cuore di un territorio che, nel Cinquecento e nel Seicento, era interamente controllato dalla potentissima famiglia mercantile dei Mattei. La famiglia Mattei controllava il traffico sul tratto della riva sinistra del Tevere prospiciente l'Isola Tiberina​ ed oltre, avvalendosi della valente manodopera ebraica alla quale poi promettevano e garantivano protezione.

Fecero erigere un palazzo e costruire la Fontana delle Tartarughe, su progetto di Giacomo Della Porta ed esecuzione di Taddeo Landini. Solo in seguito il Bernini aggiunse le tre tartarughe che sembrano spinte ad abbeverarsi dalle mani degli efebi.
 
La fontana è uno dei tanti gioielli cittadini in cui le figure protagoniste sono in movimento, gli efebi e le tartarughe costruiscono una coreografia particolarmente suggestiva ad un manufatto artistico di dimensioni non monumentali e per questo ancora più godibile.

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