Catacombe di San Callisto

  • facebook
  • twitter
  • Google Plus
  • email

"Le catacombe per eccellenza, il primo Cimitero ufficiale della Comunità di Roma, il glorioso sepolcreto dei Papi del III secolo" (Giovanni Battista de Rossi)

Immerso nell'area archeologica della Via Appia Antica, l'antico e maestoso complesso delle Catacombe di San Callisto occupa un'area pari a circa quindici ettari di terreno, per una lunghezza complessiva di quasi venti chilometri di gallerie su più piani.
Fatte realizzare nei primissimi anni del III secolo d.C. nella zona tra l'Appia Antica e la via Ardeatina da papa Zefirino, che ne affidò l'amministrazione al diacono Callisto, divenuto in seguito anch'egli pontefice, queste catacombe rappresentano uno dei luoghi più significativi della Chiesa Cristiana delle origini, costituendo il primo cimitero comunitario.
Esplorate per la prima volta con rigorosi criteri scientifici dall'archeologo Giovanni Battista de Rossi, e da questi illustrate nella sua celebre opera La Roma sotterranea cristiana (Roma, 1864 - 1877), per molto tempo le Catacombe di San Callisto furono il complesso funerario ufficiale della Chiesa, tanto da ospitare le sepolture di sedici pontefici e più di cinquanta martiri.

Il luogo più significativo di questo complesso cimiteriale è costituito dalla Cripta dei Papi, un'antica camera sepolcrale (cubicolo), trasformata successivamente in cripta, che ospitò le spoglie mortali di alcuni pontefici del III secolo d.C., tra i quali Sisto II, martirizzato durante la persecuzione dell'imperatore Valeriano nel 258 d.C. mentre insegnava la dottrina cristiana presso il cimitero di Pretestato, a poche centinaia di metri da quello di San Callisto.

Parimenti importante è la Cripta di Santa Cecilia, posta alle spalle di quella dei papi, ed ornata da affreschi che rappresentano la Santa in preghiera, con le raffigurazioni del busto del Redentore e di papa Urbano I, secondo la leggenda guida spirituale della giovane martire.
La nicchia all'interno della quale si trovava il sarcofago contenente le spoglie della martire ospita oggi una copia della celebre statua di Stefano Maderno, realizzata nel 1599 in occasione della ricognizione della salma, il cui originale si trova presso la Basilica di S. Cecilia in Trastevere.
Il corpo della santa venne, infatti, trovato incorrotto, nella posizione riprodotta dallo scultore, che la raffigurò mettendo in risalto il taglio della spada sul collo e la posizione delle dita: tre aperte nella mano destra e uno aperto nella sinistra. Secondo la tradizione, la santa volle indicare nel gesto estremo la sua fede nel dio dei cristiani, uno e trino.

Di sicuro interesse sono anche i Cubicoli dei Sacramenti, tombe a carattere familiare note per gli affreschi datati al III secolo che rappresentano il Battesimo e l'Eucaristia, i sacramenti dell'iniziazione cristiana, e le Cripte di Lucina, che rappresentano la parte più antica del complesso cimiteriale.

Imponenti sono le architetture della Regione Liberiana, realizzata nella seconda metà del IV secolo a nord del nucleo più antico, così chiamata per il ritrovamento di alcune iscrizioni menzionanti papa Liberio (352-366)

Di grande bellezza e interesse sono le innumerevoli iscrizioni sepolcrali in greco e latino, gli affreschi e gli ornamenti che si trovano nelle varie aree della catacomba, che corrispondono a periodi diversi di frequentazione del complesso, tra i quali spiccano i simboli classici della cristianità: il pesce, la colomba, l'ancora o il monogramma costantiniano formato dalle iniziali "chi" e "rho" del nome greco di Cristo.

Per maggiori informazioni: Catacombe di Roma

Curiosità

L'immagine del pesce era un simbolo usato dai primi cristiani per indicare la fede in Cristo: infatti, il termine greco ichthýs (pesce) era l'acronimo dell'espressione "Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore" (Iesùs CHristòs THeù HYiòs Sotèr).

Mappa

Dettaglio mappa

Galleria