Vittime civili sulla linea Gustav

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Con "marocchinate" si indica un preciso, orrendo, avvenimento storico che si verificò durante la seconda guerra mondiale nel territorio della provincia di Frosinone. In quella zona furono stanziate alcune truppe del corpo di spedizione francese, in particolare i goumier: così erano chiamati le truppe coloniali irregolari francesi composte prevalentemente da marocchini di etnia berbera organizzati come vere e proprie bande.

Il 14 maggio 1944 questi gruppi, appunto goums mutuato dall'arabo qum che significa banda o squadrone, si resero protagonisti di un'azione bellica efficacissima: attraversando dei terreni impervi sui Monti Aurunci, aggirarono le truppe tedesche di stanza nella Valle del Liri lì attigua permettendo alle truppe britanniche di sfondare la linea Gustav ed avanzare fino alla linea difensiva Adolf Hitler.

Dopo la battaglia di Montecassino, l'allora generale francese Alphonse Juin concesse, così narrano le cronache dell'epoca, cinquanta ore di "libertà" durante le quali si verificarono saccheggi e stupri di massa a danno della popolazione civile.

I racconti, anche di ufficiali Alleati oltre che delle vittime, narrano di violenze di inaudita ferocia e brutalità. Alcune fonti riferiscono che nel Comune di Esperia, su un totale di 2.500 abitanti, furono violentate 700 donne, mentre nei comuni di Patrica, Pofi, Isoletta, Supino e Morolo tutte le donne subirono violenze.

Lo scrittore Norman Lewis, all'epoca ufficiale britannico sul fronte di Montecassino, riportò le cronache dettagliate riferendo che a Lenola, comune questo della provincia di Latina anch'essa interessata dalla barbarie, il 21 maggio del '44 furono stuprate 50 donne e dal momento che il numero non bastava a "soddisfare" tutti i goumier, vennero violentati anche i bambini e gli anziani.

Furono tantissimi i comuni nella provincia di Frosinone teatri di tali efferatezze: Castro dei Volsci, Vallecorsa, Vallemaio, Sant'Apollinare, Ausonia, Giuliano di Roma, Patrica, Ceccano, Supino, San Giorgio a Liri, Morolo e Sgurgola registrarono numerosissimi casi.

Anche moltissimi comuni della provincia di Latina registrarono casi analoghi: Lenola, Campodimele, Sabaudia, Spigno Saturnia, Formia, Terracina, San Felice Circeo, Roccagorga, Priverno, Maenza e Sezze subirono le medesime crudeltà.

Gli uomini che tentarono di difendere le proprie donne furono uccisi o violentati a propria volta. Sconcertante il caso del parroco di Esperia don Alberto Terrilli, il quale cercò invano di salvare tre donne dalle violenze dei soldati: fu legato e sodomizzato morendo due giorni dopo per le sevizie riportate.

Le stime finali parlano di circa 3.100 casi; cifra sottostimata per difetto dal momento che successive inchieste, l'ultima del 2011 presentata a Castro dei Volsci in occasione del convegno "Eroi e vittime del '44: una memoria rimossa" riportano ad almeno 20.000 casi accertati di violenze.

Ad Ausonia, nella provincia di Frosinone, all'interno del Castello medievale, ha sede il Museo della Pietra. Nel 2010 è stata ricavata all'interno del Museo una stanza dedicata alla "memoria" degli eventi che hanno dolorosamente colpito le popolazioni al termine della guerra. La stanza, denominata "Storie come Pietre", ospita testimonianze audio-visive dei racconti raccolti dalle persone che ancora vivono in quei luoghi che ricordano gli eventi dolorosi e traumatici di quel periodo, tra cui anche le violenze subite dalle donne, dando forza vitale all'identità ed all'appartenenza al territorio.

Curiosità

La drammatica vicenda ispirò un libro di Alberto Moravia intitolato "La ciociara" dal quale fu tratto nel 1960 un meraviglioso film di Vittorio De Sica, girato tra Itri e Fondi, con il titolo omonimo ed interpretato splendidamente da Sophia Loren che, per questa interpretazione, vinse il David di Donatello, il Nastro d'Argento, il premio per la miglior interpretazione femminile al Festival di Cannes e culminò con l'Oscar, il primo assegnato ad un'attrice per un film non in lingua inglese. La scena dello stupro di Rosetta e Cesira fu girata a Vallecorsa all'esterno della Chiesa di Santa Maria delle Grazie. L'interno della chiesa è invece quello di San Francesco d'Assisi di Fondi

Approfondimenti

Per maggiori approfondimenti: Museo della Pietra

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