Quando le Antille erano a Ladispoli

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Quando per Cinecittà i mari delle Antille divennero la spiaggia di Marina di San Nicola, una frazione di Ladispoli (RM), erano gli Anni Cinquanta e il cinema italiano era nel pieno del rilancio produttivo.

Tra le location selezionate e Ladispoli era quella perfetta per raccontare la serie di Salgari formato cinematografico. Fu così che la mitica Maracaibo del film I tre corsari di Mario Soldati (1952) venne allestita nel borgo di Palo Laziale, proprio dove sorge il sontuoso castello Odescalchi.
Per tre anni la vita tranquilla dei cittadini venne così trasformata in un grande set dove si vedevano correre pirati, si assisteva ad assalti di corsari e scontri di spadaccini, balli in costume e fiaccole sempre accese che illuminavano il castello sul mare di Palo Laziale. Un set continuo che poteva lasciare a bocca aperta, in quell'Italia che ancora non conosceva la televisione e andava poco al cinema, ma che qui si poteva godere lo spettacolo in prima fila. Ancora oggi la parte della popolazione più anziana si ricorda della ‘Ladispoli Corsara', che il cinema aveva così ribattezzato donando al litorale ricchezza e notorietà.

Ma Ladispoli in realtà venne amata dal cinema molto prima. Già dagli anni '30, grazie ai primi cortometraggi di Roberto Rossellini, che visse nella cittadina per diversi anni, sin dall'infanzia. Rossellini, infatti, faceva il pendolare da Roma, dove si impegnava nella sua vita professionale di cineasta, per tornare ogni sera a casa dalla zia Fortù, ribattezzata nel paese la "Calamity Jane alla romana", per le sue doti di cacciatrice.
Fino a quando Rossellini nel '36 si trasferì a Ladispoli, nel villino di famiglia (in via Luca degli Abruzzi), che nonno Zaffiro Rossellini aveva rimesso a posto, comprando i primi lotti messi in vendita dal principe Odescalchi. E' proprio in quell'anno che, nella chiesetta di Palo Laziale, si sposa con Marcellina De Marchis.

C'è poi una curiosità per i cinefili rosselliniani più romantici che riguarda il film Roma città aperta, quel capolavoro e manifesto del neorealismo che lo consacrerà per sempre nell'Olimpo dei più grandi e amati registi, per il quale vinse anche la Palma d'oro di Cannes nel '46. Pare che la prima proiezione di questo film sia stata fatta a Ladispoli, nell'unico cinema del paese. Rossellini non era ancora convinto di farlo uscire nelle sale, così chiamò il suo amico Moretti, proprietario dell'unico cinema di Ladispoli, e proiettò il film a un piccolo ristretto gruppo di amici, la Magnani, Amidei e Aldo Fabrizi. Così ricorderà più avanti quell'occasione lo stesso Rossellini: "Montai il film e lo presentai a un ristretto pubblico di intenditori, critici e amici. Per quasi tutti fu una delusione". Solo un mese più tardi, a settembre, ci fu l'accoglienza del pubblico, durante la prima proiezione che avvenne nel Teatro Quirino a Roma.

Un successo che andò crescendo fino ad esplodere clamorosamente, oltreoceano, a New York, nel 46.

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