Roma, il Mosè di Michelangelo risplende a San Pietro in Vincoli

  • facebook
  • twitter
  • Google Plus
  • email

Il restauro di Antonio Forcellino è terminato e finalmente torna a risplendere nella Basilica di San Pietro in Vincoli a Roma il Mosè nella Tomba di Papa Giulio II, una scultura marmorea di Michelangelo databile al 1513 - 1515, poi ritoccata nel 1542.

Tra i monumenti più amati, la Tomba di Giulio II di Michelangelo nella Basilica di San Pietro in Vincoli e la scultura del Mosè annessa, è stata oggetto di un lungo restauro, a cura della Soprintendenza per il Colosseo e l'area archeologica centrale di Roma, e realizzata con il contributo del Gioco del Lotto.

È questo il secondo intervento sul monumento perché già nel 2001 si era studiato e operato sui marmi per riportare all'antico splendore l'opera e, contestualmente, si fecero interessanti scoperte sulla sua storia. Ora, dopo 15 anni, il Mosè, un'opera che è possibile vedere gratuitamente, ha subito un ulteriore intervento di pulitura e restauro, per togliere le alterazioni provocate da polvere, umidità e altri agenti inquinanti.

Il restauro del Mosè di Michelangelo è stato affidato dalla Soprintendenza ad Antonio Forcellino, profondo conoscitore della Tomba di Giulio II e già curatore del restauro del 2001. Anche durante questa seconda operazione di restauro, la fase di studio ha portato ad una scoperta sensazionale: una delle statue che compongono la Tomba di Giulio II, la Vita attiva, trae ispirazione da un affresco di San Silvestro al Quirinale, un caso unico nell'arte di Michelangelo che apre a nuove interpretazioni del Mosè e della stessa Tomba di Giulio II.

Mappa

Dettaglio mappa

Galleria

Correlati

Destinazioni

Natura

Attività

Arte e cultura

Sapori

Itinerari

Eventi