LA VIA CLODIA: ANTICA AUTOSTRADA DEL SOLE

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Fu l'Autostrada del Sole dell'antichità, larga, comoda, ben pavimentata. La Via Clodia - terminata ai primi del 200 a.C. dal console Claudio – venne costruita per raggiungere da Roma le città dell'entroterra etrusco che non erano toccate da Aurelia e Cassia.


Claudio ricalcò un millenario percorso dell'antico popolo tosco-laziale, dotandolo però di ponti, banchine e stazioni di sosta ogni ventina di km. Venne abbandonata nei secoli bui del Medio Evo, quando pellegrini e viaggiatori preferirono spostarsi sulle altre due consolari.


Del tracciato etrusco non è rimasto  più nulla. Vi sono, invece, segni del tracciato romano come i tratti di basolato che costituivano il piano di calpestio, parte dei marciapiedi laterali, ponti, come quello del Diavolo e della Rocca nei pressi di Blera (VT), come quello di fra Cirillo (costruito però nel 1600) nei pressi di Roccarespampani vicino a Tuscania (VT).


Tuttavia la più grande testimonianza di questa importante arteria la si deve alla cosiddetta tavola Peutingeriana. Questa tavola è una copia del XIII secolo di una rappresentazione cartografica di epoca romana che riproduceva tutte le vie di comunicazione dell'impero, oltre duecentomila chilometri di strade, con l'indicazione dei centri principali (mansiones) e delle distanze.


Le mansiones indicate dalla tavola Peutingeriana lungo la Clodia, a partire dal distacco dalla Cassia, erano: Careias (l'attuale Galeria), ad Nonas (presso Vigna di Valle), Forum Clodii (presso Bracciano), Olera (Blera), Marta (sul lago di Bolsena), Tuscana (Tuscania), Maternum (Canino o Ischia di Castro), Saturnia (per questo la via Clodia era anche detta "via delle terme").


Il primo tratto della strada, che ricalca piuttosto fedelmente quello attuale della Braccianese - Claudia, andava da Ponte Galeria fin nei pressi di Bracciano. A questo punto la Clodia si divideva in due rami: l'uno portava alle Acque Apollinares Veteres (Stigliano) e da qui a Tarquinia, mentre l'altro puntava su Forum Clodii (S. Liberato vicino Bracciano) e proseguiva per Blera. Da Blera inizia il percorso più interessante e più carico di storia, soprattutto etrusca, della via Clodia. In pratica si attraversano quasi tutte le necropoli rupestri dell'Etruria, da Barbarano Romano a Blera e Norchia, da Grotta Porcina a Tuscania e (probabilmente) a Castro.


Il percorso continuava verso Saturnia e di qui la strada si dirigeva probabilmente verso il mare, per confluire nell'Aurelia nei pressi di Ansedonia.


Per maggiori informazioni: www.anticopresente.it

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