Lago di Sabaudia

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Il Lago di Sabaudia (o di Paola) è il più meridionale dei quattro laghi costieri pontini (gli altri sono i laghi dei Monaci, di Caprolace e di Fogliano) nell'area del Parco Nazionale del Circeo che, insieme alle Zone Umide, formano un complesso territoriale dichiarato "Zona Umida di Interesse Internazionale", ai sensi della Convenzione di Ramsar (1971).

Il lago è separato per tutta la sua lunghezza dal Mar Tirreno da una duna sabbiosa su cui cresce rigogliosa la tpica vegetazione mediterranea, ed è costituito da un corpo principale con una conformazione allungata e frastagliata, e da una serie di cinque anse dette "bracci", residui dei letti di antichi corsi d'acqua che vi affluivano. Lo scambio idrico con l'ambiente marino costiero si realizza attraverso due canali: all'estremo meridionale la foce di Torre Paola, primario collegamento con il mare canalizzato già in epoca romana e ripristinato nel 1721; all'estremo settentrionale la foce del Caterattino, scavato nel corso della bonifica delle paludi pontine. Il lago è rifornito di acqua dolce attraverso alcuni canali di raccolta delle acque piovane, realizzati anch'essi durante la bonifica.

Da segnalare due siti: il Santuario della Madonna della Sorresca, che sorge tra i due "bracci" più settentrionali, e l'area archeologica "Villa di Domiziano" (I sec. d.C.), edificata su precedenti ville cortiere di età tardo-repubblicana, sulla sponda orientale.

Affascinante e suggestiva è l'immagine che si ha dal bordo della strada lungomare; in un unico colpo d'occhio, le acque rilassanti del lago, il cordone della duna, chilometri di quella spiaggia spesso solitaria lungo la quale amava passeggiare Alberto Moravia, il mare, il verde ovunque e l'imponente mole del Promontorio del Circeo.

Il lago è anche sede di allenamento e gare di canottaggio

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