Castello dei Conti de Ceccano. Un viaggio nella storia

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L'intero centro storico di Ceccano è dominato dalla presenza della possente rocca dei conti de Ceccano.

Il Castello si erge sulla sommità del colle occupato dall'Acropoli della città volsca di Fabrateria Vetus prima e dalla città medievale di Ceccano dopo, di cui costituisce il nucleo originario.

La storia ed anche l'evoluzione strutturale del Castello passa attraverso tre fasi: nella prima fase, quella medievale, la rocca fu centro della grande Signoria dei conti de Ceccano che si estendeva a cavallo dei due opposti versanti dei monti Lepini. In questo periodo il castello comprendeva la torre mastio, il palatium (corpo residenziale) e la turris picta.

La seconda fase è legata al dominio della famiglia Colonna, subentrata nel 1523 ai de Ceccano. In questo periodo la fortezza, che ospitava un Uditore Generale tramite il quale i Colonna amministravano la città, fu adibita a carcere. Nel 1734 Fabrizio Colonna decise di trasferire a Ceccano il Tribunale Generale dello Stato di Pofi, insieme all'archivio, alle carceri e alla cappella Sant'Angelo. Questa circostanza comportò un ampliamento della struttura che venne dotata di un edificio di due piani ospitante il tribunale e di altri corpi di fabbrica per le crescenti necessità.

La terza fase, alla fine del XIX secolo, vide il marchese Filippo Berardi incamerare tutti i beni del feudo Colonna. Il castello venne sottoposto a restauro per opera dell'architetto Antonio Cipolla, che conferì all'edificio forme neogotiche nelle facciate, merlature al terrazzo di copertura del corpo principale e delle torri e finestre a bifora nell'ultimo piano, trasformato da sottotetto a residenza. Appartengono a quest'ultimo periodo anche gli edifici situati alla destra del cortile residenziale.

Dopo la chiusura del carcere nel 1973, il castello rimase per circa trent'anni in stato di abbandono fino a quando, nel 1998, venne acquistato dall'Amministrazione Comunale tramite un'asta pubblica.

I lavori del successivo restauro hanno previsto la demolizione di tutte le costruzioni recenti e incongrue all'impianto originario dell'edificio e ai suoi ampliamenti, con il fine di recuperare il più possibile le facciate originarie e consentire la lettura delle tre differenti fasi costruttive: Castello dei conti de Ceccano (secoli X-XV), Castello dei Principi Colonna (secoli XVI-XVIII), Castello del Marchese F. Berardi (secoli XVIII-XIX).

All'interno del castello è attualmente possibile ammirare alcuni interessanti esempi di pittura parietale; all'interno della turris picta, in particolare, è presente un frammentario ciclo pittorico affrescato nel XIII secolo, rappresentante in origine un calendario iconografico con i mesi disposti in maniera sequenziale su tutte e quattro le pareti della stanza. I dipinti murali visibili nella sala principale del palatium sono, invece, più recenti e databili all' inizio del XX secolo. Questi, a differenza di quelli della turris picta, sono a tema religioso e raffigurano rispettivamente una Madonna in trono con Bambino, somigliante alla Madonna del Rosario di Pompei, e un Crocifisso, molto probabilmente realizzato sui resti di un affresco precedente.

Il Castello è aperto alle visite nei weekand, Per maggiori informazioni: www.castellodeicontidiceccano.it - Facebook - cultores.artium@gmail.com  Tel. +39371 1419131

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