Castelforte e Santi Cosma e Damiano: la memoria storica d’Italia ai confini del Lazio

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Sono gli unici Comuni del Lazio Medaglia d'oro al valor civile. Castelforte e Santi Cosma e Damiano sono due piccoli centri dal 1934 parte della Provincia di Latina: adagiati tra le colline che affacciano sulla valle del fiume Garigliano, tra il mare azzurro della Marina di Minturno e il massiccio dei Monti Aurunci. L'ultimo fazzoletto di terra del Lazio prima del confine con la Campania, un paesaggio di vigne, agrumeti e ulivi alternato a campanili e torri medievali, stradine delimitate da muretti a secco e viottoli di pietra.

Qui partiva la famigerata linea Gustav, la fortificazione costruita dai tedeschi nel 1943 per difendere la Penisola dall'avanzata degli Alleati verso Roma. Qui, per questo motivo, fu combattuta una delle più violente e decisive battaglie della Seconda Guerra Mondiale, tra l'autunno del '43 e la primavera del 1944: otto mesi in cui i civili castelfortesi e sancosemesi hanno pagato il prezzo più alto del conflitto, schiacciati tra i due schieramenti e vittime delle violenze degli eserciti tedesco e franco-marocchino. Raid militari, bombardamenti e aggressioni che hanno completamente distrutto i centri abitati, ma che i cittadini dei due paesi hanno affrontato con dignità e coraggio. Per questo nel 2002 Castelforte e Santi Cosma e Damiano hanno ricevuto dall'allora presidente della Camera Pier Ferdinando Casini la Medaglia d'oro al valor civile per atti di abnegazione durante il secondo conflitto mondiale: un riconoscimento che consacra il loro ruolo nella memoria storica non solo del Lazio ma di tutta l'Italia.

Della guerra oggi restano i racconti degli anziani e i monumenti ai caduti. Senza dimenticare quel passato storico così importante, Castelforte e Santi Cosma e Damiano ora vivono attraverso i festival di musica folk organizzati durante l'estate, le sagre dei prodotti tipici locali, le chiese e le bellezze storico-artistiche ancora poco conosciute al turismo di massa. Come la Torre Ventosa, un edificio di 24 metri costruito in pietra calcarea in pieno Medioevo (è datato tra il XII e il XIII secolo), che controlla il territorio a nord di Santi Cosma e Damiano. L'omonima chiesa, dedicata ai due medici, dal 26 settembre 2014 è stata elevata a Santuario: un evento che è stato anche l'occasione per l'assegnazione di un premio da parte del comitato locale "I Casali di Vescia" a personalità di spicco del territorio, che si sono distinte per impegno personale e professionale.

Suggestivo anche il vecchio borgo di Castelforte, che si sviluppa intorno alla chiesa seicentesca di San Giovanni: un dedalo di stradine di pietra e scalinate a cui si accede dalla Porta Santa. Qui il tempo sembra essersi fermato, tra i lampioncini sospesi in ferro battuto, le panchine e le ringhiere lavorate dei piccoli balconi una volta abitati. Per Castelforte passa anche un tratto della via Francigena, che congiunge Sessa Aurunca e Minturno passando per l'antica chiesa di S. Maria in Pensulis.

Fresa, melone, uva, fagioli sono solo alcuni dei prodotti locali più tipici e gustosi, lavorati in una cucina semplice e di origine contadina. Pochi conoscono la variante locale della pastiera napoletana – a base di riso e non di grano – oppure i picciolatielli: una sorta di nodini di pasta di pane, aromatizzati ai chiodi di garofano e fritti rigorosamente in olio extravergine d'oliva, che nella zona è di ottima qualità.  Altra perla sono le Terme di Suio: una stazione termale di acqua solfurea e potabile, che sgorga in varie sorgenti da 0 a 60° centigradi: la prima in Italia e la terza in Europa per le proprietà benefiche dovute alla concentrazione di iodio. Un motivo in più per fermarsi in zona, magari durante una delle numerose manifestazioni come il Carnevale Campagnolo o il Festival dell'Organetto: la kermesse internazionale organizzata ogni anno nel mese di luglio, che porta a Castelforte e Santi Cosma e Damiano ballerini e musicisti folk provenienti da tutto il mondo. 

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