Orafi etruschi. La tecnica della fibula

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Questi manufatti costituiscono una categoria a parte, tali monili furono sicuramente realizzati in botteghe specializzate produttrici di gioielli di vario tipo. Infatti, nelle fibule più preziose si aggiungono particolari propri della tecnica dell'oreficeria, come la granulazione, la filigrana e lo sbalzo delle lamine in figurine a tutto tondo.

Tra le lavorazioni orafe decorative caratteristiche dell'oreficeria etrusca, la granulazione è quella che ancora oggi viene impiegata per la realizzazione di gioielli di pregio.

A grandi linee, questa tecnica consiste nel saldare piccole sfere su una lamina di base secondo un disegno prestabilito.

Gli Etruschi furono da sempre abili maestri nella lavorazione dei metalli, quando a Cerveteri e a Tarquinia, tra l'ultimo quarto del VIII secolo a.C. e il primo del VII, arrivarono in Etruria gli orafi orientali, si diffusero nella produzione locale delle nuove conoscenze tecniche.

I raffinati gioielli ritrovati nelle tombe, ci forniscono un'ampia documentazione dell'impiego di queste lavorazioni dei metalli preziosi da parte degli Etruschi: nei ritrovamenti più antichi, riferibili al IX-VIII secolo, fra gli ornamenti personali figurano le fibule ad arco e a sanguisuga, a volte realizzate in argento ma più spesso in bronzo, con decorazioni in metallo pregiato che servono solo a impreziosire l'oggetto.

All' VIII secolo vanno riferite le fibule più preziose, di uso femminile, con staffa a disco placcato in oro e ornate a sbalzo, talora guarnite con impiego di altri materiali, oltre a quelle che presentano ricercate lavorazioni a filigrana e a granulazione.

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