Comune di Ventotene

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Si sviluppa quasi come un serpente per una lunghezza massima di 2,7 km. ed una larghezza di 850 m., con rilievi molto ridotti (l'altura maggiore è Monte dell'Arco, 139 m.).
Come Ponza, Ventotene nasce a seguito di deposito di andesiti, basalti e tufi provenienti da effusioni ed esplosioni di vulcani sottomarini.
L'isola offre ospitalità balneare in due spiagge: Cala Rossano, situata nel bacino del porto nuovo, e Cala Nave, di fronte alla quale si stagliano due grandi forme rocciose (Nave di Terra e Nave di Fuori) e il cosiddetto Scoglietello. Altri tratti balneari, anche se di accesso meno agevole, si trovano a Cala Battaglia e a Parata della Postina a sud, a Parata Grande e a Moggio di Terra a nord-ovest, e a Capo dell'Arco ad ovest.
A Punta Eolo non c'è spiaggia, ma la piattaforma tufacea consente, comunque, bagni di sole ed un tuffo in acqua. Ovviamente il modo migliore per ammirare l'isola e le sue splendide acque è via mare. Partendo dal Porto Romano e dirigendo verso ovest s'incontra la piattaforma tufacea antistante la peschiera romana, sovrastata dal faro.
Proseguendo si giunge a Cala Nave e, dopo aver superato una serie di piccole grotte si arriva a Cala Battaglia ed alla spiaggetta di Parata della Postina. Da questo punto si comincia ad osservare un mutamento della conformazione rocciosa che ha la sua massima manifestazione a Punta dell'Arco dove il tufo lascia il posto alla trachite ed al basalto. 
Proseguendo si incontrano il Semaforo, le calette di Moggio di Terra e della Paratela, Punta Pascone che introduce ad un'altra cala, Parata Grande, da cui un'erta scalinata conduce al paese, ed al punto più settentrionale dell'isola, Punta Eolo che domina il Porto Nuovo e l'ampio bacino di Cala Rossano con la sua spiaggetta. 
A circa 500 m. al largo, le punte affioranti delle Scunciglie dove, ad una profondità di circa 40 m. giace il relitto del Santa Lucia, affondato da aerei inglesi il 24 luglio 1943. La moderna Ventotene nasce, come Ponza, nel ‘700 ad opera degli stessi autori: Antonio Winspeare e Francesco Carpi. 
Il suo paesaggio urbano è quello di duecento anni fa, concentrato attorno alla Piazza del Comune (o Piazza Castello), alla Chiesa di S.Candida e a Piazza De Gasperi, con le due uniche "arterie" che percorrono l'intera isola. 
Dal punto di vista archeologico sono da ricordare, oltre al già citato Porto Romano (I sec. a.C. – I sec. d.C.), il Pozzillo (forse il vecchio alaggio romano), la Peschiera Romana, i resti di Villa Giulia, forse edificata nel I sec. d.C., che occupava tutto il versante settentrionale fino a Punta Eolo, tratti di muraglioni in località Polveriera ed avanzi di una piccola necropoli a Cala Battaglia.
A poco più di un miglio marino, quasi allineato a sud con Ischia, l'isola di S.Stefano si estende per meno di 29 ettari, con un'altezza massima di 84 m. ed uno sviluppo costiero di 1840 m. L'isola è dominata dall'imponente mole dell'ex ergastolo di stato, di origine borbonica, smobilitato nel 1965. Priva di veri approdi riparati, il principale attracco è quello della Marinella, dirimpetto a Ventotene. 
Navigando verso occidente e superato lo scoglio Romanello si può raggiungere il secondo scalo detto il Burrone o Morrone, cui segue la Punta dei Sospiri dove la roccia nera lascia il posto a strati rossicci e scoscendimenti che portano fino alla Vasca Giulia che, secondo la tradizione, era il luogo dove la figlia di Ottaviano faceva il bagno durante il suo esilio.
Punta Spasaro introduce all'altro scalo del Porticciolo, a poca distanza dal quale c'è lo Scalo n.4. Una volta approdati sull'isola, e accompagnati da guide, è d'obbligo la visita al carcere borbonico, costruito su disegno di Francesco Carpi a partire dalla fine del XVIII sec.

Ventotene è stata confermata Bandiera Blu F.E.E. anche per il 2018

Curiosità

Eventi prossimi o in corso:

 

Approfondimenti

Per maggiori informazioni: Comune di Ventotene
 

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