Comune di Roccasecca

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Fatta costruire nel 994 dall'Abate Mansone di Montecassino con il nome di "Rocca Sicca", proprio a testimonianza della grave e persistente penuria di acqua.
Nel 1066 l'abate Desiderio fece incidere il nome di Roccasecca sulle celebri porte bronzee dell'Abbazia. Nel 1224 nel castello di Roccasecca nacque Tommaso d'Aquino, il grande "Doctor Angelicus". In seguito alla congiura di Capaccio (1246), Federico II° di Svevia punì i d'Aquino, privandoli del possesso dei loro feudi. 
Con l'avvento di Carlo d'Angiò, il castello di Roccasecca tornò in possesso ai legittimi proprietari. Nel 1303 i capitani spagnoli Villalba e Pizarro, chiusi nel maniero di Roccasecca, sostennero un vigoroso assedio delle truppe francesi che, infastidite dalla resistenza, rinunciarono all'impresa. 
Nel 1583 Alfonso III° d'Aquino, oppresso da gravi difficoltà finanziarie, vendette alcuni suoi territori, fra cui Roccasecca, al Duca di Sora Giacomo Boncompagni, per la rilevante somma di 243.000 ducati. Nel secolo XVI° si ebbe la nascita, nella zona pedemontana, dei borghi del Castello, di Caprile e della Valle. Nel XVII° secolo, un cittadino di Caprile, Domenico Colessa, detto "Papone", fu artefice primario della "Repubblica Paponiana", ossia quel tentativo effimero di riscatto popolare che seguì alla tragica evoluzione del tumulto di Masaniello del 1647. Roccasecca, che nel corso del ‘700 divenne anche sede vescovile, rimase proprietà dei Boncompagni fino al 1796. 
Oltrepassato il centro del paese, si incontra l'antico borgo del Castello, abbarbigato sui primi contrafforti del monte Asprano, al di sotto del maniero dei Conti d'Aquino. 
Il borgo rappresenta un angolo incontaminato di Medio Evo. Dalla piazza partono come vere diramazioni, in alto e in basso, numerosi vicoli e viuzze. 
Suggestivo è il tortuoso tratturo a gradoni diretto verso la sommità del monte. Sulla sinistra della "casa di S. Tommaso", si percorre una stradina fino a raggiungere la Chiesetta di S. Tommaso, del XIV° secolo, alla quale il recente restauro ha restituito l'originaria ed austera veste. 
La maestosa chiesa Collegiata della SS. Annunziata, eretta nel XV° secolo in stile romanico, venne modificata nella metà del XVIII° secolo, ed all'interno si possono ammirare un coro ed un pulpito in legno, realizzati da valenti intagliatori locali ed una serie di quadri di scuola napoletana del XVII° secolo. L'opera di maggiore prestigio è una tela, posta al centro della parete absidale, raffigurante la SS. Annunziata e risalente al 1754, della scuola di Luca Giordano. Notevoli infine sono due dipinti, raffiguranti l'"Ultima Cena" e la "Pietà", di scuola caravaggesca.
 Il borgo di Caprile, sorto in pieno periodo medievale, fu inizialmente costruito vicino la chiesetta di S. Angelo, un eremo di antichissima origine in seguito trasformato in chiesa, con all'interno uno stupendo affresco di scuola benedettina dell'XI° secolo, raffigurante l'Ascensione e una Crocifissione. Alla fine del Medio Evo il vecchio borgo fu quasi completamente abbandonato, ed il nuovo Caprile fu edificato più in basso, in una zona pedemontana, il cui fulcro era ed è tuttora costituito dalla chiesa Parrocchiale di Santa Maria delle Grazie. Essa presenta la facciata in stile romanico, mentre l'interno è in stile barocco. 
Di grande pregio sono due oli su tavola del XVI° secolo, raffiguranti la Visitazione e la Madonna di Pompei, attribuiti a Marco Mazzaroppi, nonché un affresco con S. Sebastiano, S. Rocco e S. Tommaso d'Aquino, comparso di recente dopo la demolizione di alcuni altari laterali. 
Da sottolineare inoltre la splendida statua della Madonna del Rosario, degli inizi del XVII° secolo, ricavata interamente da una pianta di pero, che costituisce il maggior vanto della comunità di Caprile.
Ogni anno si tiene a Roccasecca il "Festival Severino Gazzelloni", in memoria del grande artista originario del paese.
 

Approfondimenti

Per maggiori informazioni: Comune di Roccasecca
 

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