Finocchio della Maremma Laziale

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E' una pianta ortiva appartenente alla famiglia delle Ombrellifere, originaria del Mediterraneo, che comprende sia specie selvatiche che coltivate. Le selvatiche erano già usate dai greci e dai romani e si ritrovano ancora oggi in forma spontanea nei luoghi assolati e sassosi, ancora oggi il profumo del finocchio selvatico inonda i campi della Maremma Viterbese a ridosso della costa marina e a Tarquinia  accompagna il visitatore fino ai ruderi che segnalano l'accesso dalla strada alle tombe etrusche scavate nel calcare, mentre delle specie coltivate si hanno le prime testimonianze intorno al Cinquecento, ed è proprio a questo periodo che si fa risalire l'inizio della coltivazione dell'ortaggio.

La raccolta del finocchio di Tarquinia è compresa tra Dicembre e Maggio e viene effettuata utilizzando macchine agevolatrici che tagliano il fittone. Le foglie e le radici vengono poi tagliate a mano e lasciate sul campo. Il confezionamento può avvenire in campo o nei capannoni delle cooperative. E' incluso nell'elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali ed è considerato una delle verdure più digeribili: il suo sapore è leggermente aromatico e dolce, ha un basso contenuto calorico, contiene minerali, zuccheri, fibre e una discreta quantità di potassio.

Specialmente se mangiato appena colto, ha un sapore gradevole e rinfrescante e insieme ad altre "crudités", (sedano, carote, ravanelli ecc.) si gusta con olio, sale e pepe. Ma può consumarsi anche cotto in una infinità di piatti, tra i più classici possiamo ricordare i finocchi gratinati.
 

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