Vittoriano

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Se si vuole godere della più bella vista di Roma, del panorama inimitabile delle sue cupole, dei suoi tetti e dei suoi palazzi, è necessario prendere il nuovo avveniristico e trasparente ascensore che, in pochissimi secondi, sale sulla terrazza più alta del Vittoriano, magari nelle ore che precedono il tramonto per inebriarsi dei colori e della bellezza unica al mondo della Città Eterna.

Il Vittoriano è sede del Museo Centrale del Risorgimento che presenta una serie di cimeli, reperti e documenti che illustrano la storia del Risorgimento e dei suoi eroi ed ospita anche un ciclo di mostre d'arte di grande successo che si alternano in una programmazione che dura tutto l'arco dei dodici mesi dell'anno.

Il nome di questo singolare monumento deriva da Vittorio Emanuele II, primo Re d'Italia, in onore del quale venne costruito; alla sua morte, nel 1878, si decise di innalzare un edificio a memoria del Re che aveva promosso lo Stato unitario. Il complesso monumentale, progettato dall'architetto Giuseppe Sacconi, fu inaugurato da Vittorio Emanuele III il 4 giugno 1911 in occasione dei solenni festeggiamenti per le celebrazioni dei cinquant'anni dell'Italia unita.

Le dimensioni del complesso monumentale che domina Pia​zza Venezia​ sono imponenti e per costruirlo furono abbattuti diversi edifici risalenti all'epoca medievale e romana come l'arco di San Marco o Via dell'Ara Coeli, mentre la Chiesa di Santa Rita venne spostata nei pressi del Teatro di Marcello dove ancora oggi si trova in via di Montanara. Durante gli scavi emerse l'Insula dell'Ara Coeli, tra il Vittoriano e la scalinata della chiesa​.

Il cuore del monumento, sotto la statua della Dea Roma, è l'Altare della Patria, all'interno del quale, il 4 novembre del 1921, venne tumulata la salma del milite ignoto, in memoria delle migliaia di militari caduti in guerra e di cui non si conosce il nome.

Tra gli elementi decorativi, oltre all'imponente statua equestre di Vittorio Emanuele, sono presenti sedici statue dedicate alle regioni d'Italia di fine Ottocento, quattordici sculture per altrettante città nobiliari dell'Italia riunificata, e le due imponenti quadrighe che sormontano il monumento.

Di sera è spettacolare ammirare il monumento perfettamente illuminato con le decorazioni color dell'oro che riflettono la luce, ed i gabbiani reali, che sempre più numerosi hanno colonizzato i palazzi ed i monumenti del centro storico e le aree archeologiche, che a decine lo sorvolano, anche loro colpiti da tanto splendore.

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