Rocca dei Papi

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La Rocca dei Papi è il fulcro della storia politica e culturale di Montefiascone, il caratteristico borgo che si affaccia sul lago di Bolsena. Fu edificata per volere di Innocenzo III nei primi anni del Duecento, subì diversi interventi nei secoli, tra i quali quelli voluti da Urbano IV tra il 1261-1262 e da Martino IV tra il 1281 e il 1282.


Durante il periodo della crisi avignonese, la Rocca di Montefiascone​ costituì il centro degli affari politici dell'intero patrimonio di S. Pietro. Il Rettore, quale rappresentante del Pontefice assente, vi esercitava con la più ampia autorità le sue funzioni. Oltre ai rettori vi dimorarono, con la propria corte, i legati mandati da Avignone a riformare lo stato della provincia.


Papa Urbano V la scelse come residenza estiva negli anni del suo soggiorno in Italia (1367-1370) e volle eseguirvi importanti lavori di ristrutturazione; si realizzò allora la grande cisterna scavata nel piazzale antistante il palazzo. In seguito, verso la fine del XV secolo, su commissione del duca Valentino (al secolo Cesare Borgia), Antonio da Sangallo il Vecchio disegnò un progetto di ristrutturazione della Rocca, cercando di riadattare il vecchio edificio alle nuove esigenze belliche sorte con l'uso della polvere da sparo e dei cannoni.


I lavori vennero intrapresi e proseguirono sotto Giulio II, il quale, affidata la direzione della fabbrica ad Antonio da Sangallo il Giovane, diede inizio all'ultima importante serie di interventi sulla struttura del palazzo. I lavori vennero terminati nel 1516, sotto il pontificato di Leone X, periodo in cui la Rocca si avviò ad un lento declino.


 

 


 

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