Tuscania

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La cittadina di Tuscania si colloca nella Tuscia, in un territorio estremamente interessante sotto molti punti di vista, tra colline e montagne, in un insieme ambientale affascinante. Il paese si erge su di una collinetta, dalla quale domina tutti i sottostanti territori, godendo della splendida presenza di panorami e viste molto suggestive. La storia del popolamento di Tuscania ha inizio dalla fase finale del Bronzo. Il corso del fiume Marta e dei suoi affluenti sono il polo di attrazione dei primi stanziamenti arcaici nella zona, che si insediano sui rilievi naturali formati dall'erosione delle acque. Con l'espansione cristiana lo sviluppo economico di Tuscania è in continuo aumento.
 
 Agli inizi del Medioevo essa appare come una fiorente diocesi, il cui vescovo esercita la sua giurisdizione in un territorio corrispondente al quadrilatero formato dal fiume Fiora, dal lago di Bolsena, dal lago di Vico e dal fiume Mignone. La vita economica e sociale mantiene per lungo tempo un'impronta tipicamente longobarda. Ancora nel IX sec., Tuscania presenta l'aspetto urbanistico che aveva durante il Basso Impero, ma, dopo la rinascita del X secolo, la cinta muraria si allarga raggiungendo un perimetro di Km 4,700 e l'abitato ricopre una superficie di 62 ettari. Esautorato il vescovo dei poteri civili, inizia lentamente a funzionare il libero Comune tuscanese, con i suoi statuti e le tipiche magistrature comunali. Il XIII secolo vede Tuscania in fermento anche per le lotte intestine tra le famiglie ghibelline, i Cerasa, gli Albonetti, e quelle guelfe capeggiate dai Della Rocca, ma vede anche sorgere nuovi monumenti pubblici come il palazzo comunale del Rivellino, oggi ridotto a rudere a causa dei terremoti.
 
 Un pullulare di numerosi castelli, sparsi nel territorio tuscanese (Montebello, Carcarella, Canino, Civitella, Ghezzo, Tessennano, Ancarano), stimola l'iniziativa economica dei nobili locali, che si incontrano e si scontrano senza tregua. Nel maggio del 1300 Tuscania viene occupata dalle forze del Campidoglio: è questo un episodio decisivo per la storia del Trecento tuscanese; la città passa dalla sottomissione alla Chiesa a quella del Campidoglio, fino al 1354, allorché il cardinale Egidio Albornoz la recupererà alla Chiesa. Ma con le carestie del Trecento e con la peste nera nel 1349, la popolazione diminuisce, tanto che la cerchia muraria si deve restringere, tagliando fuori il quartiere della Civita. Dal Quattrocento Tuscania diviene un modesto centro dello Stato Pontificio.
 
La sua attività agricola, caratterizzata dalla produzione di cereali e dall'allevamento ovino e bovino, e la sua vivace attività artigianale e commerciale ricevono un colpo brutale con il sacco operato dalla retroguardia del re di Francia Carlo VIII, di ritorno dalla spedizione nel Napoletano. Il Cinque e Seicento vedono affluire una grande quantità di ricchezza derivante dalla terra e dall'allevamento. I ricchi proprietari di terre e di bestiame investono notevoli somme per costruire i loro palazzi tardo-rinascimentali. Parallelamente, gli amministratori comunali decorano la città con artistiche fontane barocche e le strade vengono quasi totalmente pavimentate. Se nel Settecento non si realizzano grandi opere pubbliche, nell'Ottocento si avverte una certa ripresa economica, che si riflette anche nel campo degli scavi archeologici, ad opera di Vincenzo Campanari ed i suoi tre figli, Carlo, Domenico e Secondiano (storico della città, oltre che erudito archeologo).
 
Tra le cose da vedere
 
Chiesa di S. Pietro, in stile romanico lombardo è il monumento più importante della città e probabilmente uno dei più belli d'Italia. La collocazione storica, e quindi la valenza artistica, di questa basilica medievale è al centro di un dibattito iniziato da Pietro Toesca. Secondo questo critico la costruzione di San Pietro, ad opera di maestri comacini, risalirebbe all'VIII secolo, quando Tuscania fu donata da Carlo Magno a papa Adriano I: se questa ipotesi fosse vera, San Pietro sarebbe un caposaldo nella storia dell'architettura italiana in quanto segnerebbe il punto di trapasso dalle forme paleocristiane a quelle romaniche. La facciata della chiesa è attualmente sottoposta a restauro, ma l'interno è comunque visitabile in accordo con la Pro Loco.
(tour virtuale)
 
 Chiesa di S.Maria Maggiore, antica chiesa eretta nel VIII sec. e rimaneggiata nei secoli. La ricchezza dei dettagli in particolare il suggestivo affresco trecentesco del ""Giudizio Universale"" fanno della chiesa un monumento grandioso. Ad oggi gli affreschi interni sono sottoposti a restauro.
 
 Museo Archeologico. Nell'ex convento adiacente alla Chiesa di Santa Maria del Riposo, recentemente restaurato (elegante il chiostro arricchito da affreschi seicenteschi sulla vita di San Francesco), è allestito il Museo nazionale archeologico; per ora presenta quattro sale con gli arredi tombali delle famiglie Curunas e Vipinana. È possibile ammirare, tra l'altro, il raffinato sarcofago delle Amazzoni rinvenuto presso la necropoli della Madonna dell'Olivo.
Necropoli della Madonna dell'Olivo, Tomba della regina, di particolare interesse questo sito archeologico, dove spicca per bellezza la tomba della regina famosa per la complessità labirintica della sua pianta. La tomba, infatti, si snoda nel sottosuolo per parecchie decine di metri ed è situata sotto la chiesa dell'Olivo che da il nome all'intero complesso.
 
 
 

Approfondimenti

Per maggiori informazioni: Turismo Tuscania

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