Sutri antichissima

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"Antichissima" e "Claustra Etruriae" - porta dell'Etruria - sono attribuiti non casuali che definiscono subito le origini remote di Sutri, emblematicamente raffigurate nello stemma comunale con il fondatore Saturno, presentato a cavallo.

Questo suggestivo borgo della Tuscia si erge un inespugnabile sperone di roccia tufacea tra le pendici vulcaniche dei Monti Sabatini e dei Cimini.
Porta dell'Etruria, Sutri visse il suo splendore nel periodo etrusco quando, per la sua posizione strategica, controllava il commercio nella parte più interna d'Etruria al confine tra la lucumonia di Tarquinia e il territorio falisco. Dopo la caduta di Veio, Sutri costituiva un avamposto del territorio etrusco che Roma doveva assolutamente recuperare per continuare la sua avanzata verso l'Etruria.
 
Espugnata da Roma nel 394 a.C. conobbe aspre battaglie tra Etruschi e Romani nel 311 e nel 310 a.C. anno in cui venne definitivamente sottoposto a Roma.  Il suo benessere si accrebbe con la costruzione della consolare Cassia grande arteria di traffico tra Roma e le regioni centro-settentrionali. In seguito divenne municipium romano e con Augusto, colonia imperiale, Iulia Sutrina.

La ricchezza di valori archeologici, paesaggistici e naturalistici hanno portato alla costituzione Parco dell'Antichissima Città di Sutri, che con i suoi appena 7 ettari di estensione, rappresenta un luogo davvero unico nel panorama delle aree protette del Lazio.

Molte infatti le tombe circostanti che conservano le memorie di quelle battaglie. Sono in genere a camera, sistemate a due o tre file con decorazioni piuttosto modeste. Se ne vedono lungo il poggio Savorelli (dal VI. Sec. a.C. in poi), sul monte Foglietta, al fosso La Mola e in località Lamiera. Alcune sono state riutilizzate, come la grotta di Orlando dove, secondo la leggenda, sarebbe nato il celebre paladino di Francia, nipote di Carlo Magno, o come l'ipogeo della Madonna del Parto, dapprima trasformato da tomba in Mitreo e poi in chiesetta cristiana. Il monumento archeologico più imponente rimane comunque l'Anfiteatro di forma ellittica, scavato completamente nel tufo, patinato dal muschio e circondato dalle chiome dei lecci.

Dalla Via Cassia, imboccando la strada che arriva all'abitato, si giunge nel borgo, circondato da resti della cinta muraria medievale con alcune antiche porte. Le scure case, i frammenti romani e le decorazioni medievali sui portali segnano il percorso verso il Duomo, di origine romanica. Tra piazzette armoniose, eleganti fontane e piccole chiese la passeggiata attraverso il centro storico ci porta fino al Palazzo Comunale che custodisce marmi etruschi, romani e medievali.
 
Sulla collinetta di tufo che prospetta il borgo, sui bordi della via Cassia, si trova la necropoli etrusca di tipo con 64 tombe disposte su più livelli. Si tratta di tombe a camera, a nicchia con talvolta prospetto ad edicola, ad arcosolio dove è in uso sia la cremazione che la inumazione. Utilizzate variamente nel corso dei secoli dai pellegrini che scorrevano lungo la via Francigena e dagli abitanti del luogo hanno una datazione che va dal III sec. a.C. al I d.C.

A metà di questo affascinante nastro di tombe è uno dei più suggestivi monumenti antichi della Tuscia: l'anfiteatro di Sutri. Di incerta datazione esso è interamente scavato nel tufo. Privo all'esterno di una precisa sagoma architettonica, all'interno mostra gradinate, corridoi di accesso e porte di ingresso.Venne costruito con tecnica e maestranze etrusche tra la fine del I sec. a.C. e l'inizio del successivo. Poco distante da esso, una tomba etrusca, trasformata in Mitreo nel III sec. d.C. è divenuta successivamente una suggestiva chiesa cristiana ipogea dedicata alla Madonna del Parto.

Sutri è importante anche in quanto è l'ultima sosta del lungo percorso della Via Francigena, la via maestra che da Canterbury portava a Roma, e che in passato veniva percorsa da migliaia di pellegrini diretti alle tombe e il luogo del martirio dei Santi Pietro e Paolo.
 
Sutri è stata, inoltre, insignita della Bandiera Arancione, il marchio di qualità turistico ambientale del Touring Club Italiano destinato alle piccole località dell'entroterra che si distinguono per un'offerta di eccellenza e un'accoglienza di qualità.
 
Altri luoghi da visitare:
Villa Savorelli : la villa prospetta con la facciata principale sul grande ed elegante giardino, organizzato con siepi di bosso a labirinto, secondo i noti tipi dei risorgimento italiano, ed impreziosito da una fontana in peperino.
Mitreo: si tratta di una struttura costituita da tre tombe interamente scavate nel tufo e poi congiunte, trasformate nel I sec. a.C. in luogo di culto del dio persiano Mitra. Al centro del pavimento è ancora visibile la fossa per la raccolta del sangue del toro, sacrificato durante le cerimonie rituali. Trasformato in chiesa nel periodo cristiano, con la denominazione di Madonna del Parto, presenta oggi affreschi e decorazioni sulle pareti.
La torre degli Arraggiati: è ciò che resta dell'antico convento di San Paolo ed è il primo edificio che si incontra venendo a Sutri. E' una delle ultime tracce dell'antico abitato medievale che venne messo a ferrò e fuoco nel 1433 da Niccolò Fortebraccio e che scomparve poi definitivamente nel 1493 a causa di un'alluvione.
 

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