Vulci

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I ruderi di quella che fu una delle più potenti e grandi città-stato dell'Etruria animano una vasta piattaforma calcarea sulle sponde del fiume Fiora. Sono ben conservati sia i resti etruschi che quelli del periodo della dominazione romana. Vulci fu una città economicamente florida grazie anche ai contatti commerciali con la Grecia e l'Oriente che ne influenzarono la cultura: dalla fine del VII e per tutto il VI sec. a.C. raggiunse il momento di maggiore importanza e vide fiorire numerose botteghe artigiane per la lavorazione della pietra, del bronzo e della ceramica.
 
L'area archeologica (tour virtuale) ci propone la cinta muraria originaria (IV sec. a.C.), formata da solidi blocchi regolari di tufo che per secoli hanno protetto la città; il podio di un imponente tempio etrusco in blocchi di tufo (Vsec a.C.), vari ambienti di una domus signorile tardo repubblicana ed un piccolo tempio (sacello) dedicato ad Ercole. Il magnifico ponte dell'arcobaleno (I sec. a.C) domina tutta la zona ed attraversa il fiume Fiora con i suoi 30 mt di altezza. Sulla sponda opposta del pianoro di Vulci si erge, isolato a dominare la profonda ansa del Fiora il maestoso castello medievale della Badia (tour virtuale) che nel XIII  secolo sembra sia stato di proprietà dei Templari.
 
Nelle sale del castello è stato allestito il Museo Etrusco che custodisce oggetti di scavo della zona dal IX secolo (età villanoviana) fino all'Impero Romano: vasi, urne cinerarie, ceramiche di tutte le provenienze (orientali e occidentali, a figure nere e rosse), frammenti architettonici, corredi tombali, buccheri, ex voto anatomici. La zona delle necropoli, attorno alla città, custodisce migliaia di tombe di diverse tipologie: a cassone, a camera, a corridoio, e poi fosse e tumuli. Alla preziosa Tomba François (loc. Ponte Rotto) del IV sec. a.C. appartengono gli affreschi, per la maggior parte custoditi nella Villa Albani a Roma, che raffigurano la saga legata ai fratelli Viberna ed a Servio Tullio, nel periodo di lotte contro i Tarquini per il predominio su Roma.
 
Della tomba sono visitabili sette camere: tre sul lato sinistro, tre sul lato destro e una sul fondo. Quest'ultima camera rappresenta il cuore di tutto l'impianto funerario. Sulla parete di fondo, infatti, si apriva l'edicola destinata ad ospitare le spoglie del capostipite della famiglia Saties, proprietaria dell'ipogeo. Lungo la strada che conduce alla tomba François, sulla sinistra è possibile ammirare l'enorme tumulo della Cuccumella (60 metri di diametro e 20 di altezza) una sorta di santuario per il culto dei defunti o per omaggiare un importante personaggio pubblico.
 
Diverse sono le opportunità per visitare il parco naturalistico archeologico di Vulci, oltre ai più semplici sentieri che percorrono il pianoro dell'antica città etrusca. Tra i percorsi più suggestivi il trekking organizzato lungo le sponde del fiume Fiora, che intreccia l'itinerario archeologico a quello naturalistico, alla scoperta di paesaggi sempre diversi della maremma etrusca. Per gli appassionati delle due ruote, all'interno del parco, è possibile anche effettuare visite guidate pedalando in mountain bike attraverso gli scavi archeologici per giungere, percorrendo strade di campagna, alle tombe etrusche.
 
Se invece amate i cavalli e volete rivivere le tradizioni dei butteri della maremma, lo potrete fare accompagnati da guide equestri convenzionate con il Parco. Da non perdere è una passeggiata percorrendo uno dei sentieri che si snodano all'interno dell'Oasi naturale gestita dal WWF lungo il corso del Fiora.

Approfondimenti

Per maggiori informazioni: Vulci

Mappa

Città
vulci
CAP
01011
Provincia
vt
Indirizzo
castello dell'Abadia