Alla scoperta della Macchia Grande di Manziana

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L'Etruria laziale, tra il lago di Bracciano e i monti della Tolfa, alla scoperta di una magnifica querceta e di una singolare testimonianza dell'antico vulcanismo regionale. Direttamente dalla via Braccianese, alle porte dell'abitato di Manziana una pista sterrata consente l'accesso al bosco della Macchia Grande.

Varcato il cancello si scende sulla destra fino all'ampia radura del Prato Camillo, location privilegiata di numerosi film tra cui Pinocchio di Roberto Benigni, dove dalla primavera inoltrata all'estate è facile osservare i coloratissimi gruccioni. Proseguendo per la Strada della Mola si giunge presso un tratto della via Clodia, che per mezzo del vicino Ponte del Diavolo giungeva agli stabilimenti delle attuali terme di Stigliano.

Più avanti i ruderi dell'antica Mola di Manziana eretta nel Seicento. Attraversando via dei Pontoni e la via per Sasso si raggiunge la Caldara, ampia depressione legata alle manifestazioni vulcaniche dell'area tolfetana. Secondo una leggenda, qui fu gettata la ricetta della mitica pietra filosofale, capace di trasformare il piombo in oro. Superato un boschetto di betulle, in una pozza ribolle a intermittenza il piccolo geyser d'acqua calda.

Lungo alcune staccionate si prosegue a seguire la palude, tra boschetti d'ontani e felci, fino a compiere il periplo e tornare sull'asfalto, e da qui a Manziana.

Punto di partenza e arrivo: Manziana

Lunghezza: 12 Km

Difficoltà: medio-facile

Cosa vedere: Bracciano (8 Km da Manziana), Castello Orsini Odescalchi  che domina con le sue torri cilindriche il paese e l'omonimo lago. Canale Monterano (un paio di Km a ovest), i resti della città morta di Monterano.

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