Letteratura nel litorale pontino

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Meta prediletta da Alberto Moravia per i suoi periodi di vacanza lontano da Roma, Sabaudia fu teatro di incontri tra molti scrittori romani - e non solo -  che si ritrovavano intorno alla sensibilità e allo stile letterario del grande romanziere.
I suoi amici Elsa Morante, Dacia Maraini, Enzo Siciliano e Pier Paolo Pasolini frequentarono a lungo questi lidi e li descrissero nei loro libri utilizzandoli a volte come scenario di percorsi di formazione e, non di rado, come luogo simbolico di natura incontaminata fortemente rappresentativa di pulsioni originarie e fondamento della vita  stessa dell'uomo.

Il versatile artista Pier Paolo Pasolini, conosciuto in tutto il mondo grazie alle sue spiccate doti nei campi della letteratura, del giornalismo e del cinema, nonostante le origini emiliane s'innamorò anch'egli del territorio pontino, in particolare di Sabaudia​, che definiva come una città incantevole e a misura d'uomo.

Recentemente, sulla scena letteraria è apparso un altro autore che in modo assai coinvolto ha raccontato questi territori salendo alla ribalta delle cronache letterarie anche per la vittoria di un premo strega con il suo racconto "Canale Mussolini". Si tratta di Antonio Pennacchi figlio egli stesso di una coppia fatta venire nell'Agro Pontino per contribuire ai lavori di bonifica. Quasi tutta la sua opera ha per oggetto i luoghi e le persone di questo travagliato periodo storico tra vicende nobili e molte miserie.

Un ragionamento particolare va infine dedicato a una scrittrice napoletana che fece di Itri il suo luogo di elezione: è Fabrizia Ramondino, che riuscì a dedicare alle isole pontine - in particolare a Ventotene​ - alcune tra le più belle pagine della letteratura italiana, ricostruendone il fascino antico e misterioso e la forza mirabolante della natura prolifica e accogliente.

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