Castelli in riva al mare

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Il paesaggio costiero del litorale laziale e del suo immediato retroterra risulta caratterizzato a sud di Roma come a nord, da numerose torri di avvistamento e da imponenti e maestosi castelli. Sia le torri che i castelli assolvevano in primo luogo ad un fondamentale scopo di difesa delle coste dal potenziale arrivo dei nemici per poi costituire in seguito un importantissimo ruolo di centro di affari tra l'entroterra ed i traffici commerciali che avvenivano via mare.
 
Dal castello di Porto a Fiumicino al castello di Vulci al limite nord del litorale laziale, e al castello di Gaeta a sud, sono oltre dieci i castelli che segnano e caratterizzano lo skyline della costa e che si possono visitare. Ogni Castello ha una storia da raccontare, una storia vecchia di secoli quasi sempre risalente ad epoca etrusca e poi romana, fino ad arrivare all'età medievale.
 
L'origine dei castelli che si trovano lungo il corso della via Aurelia è infatti lontanissima nel tempo avendo origine alcuni insediamenti in epoca etrusca e poi romana con la realizzazione della via consolare che collegava Roma a Genova già nel secondo secolo a.C. Sono storie che si incrociano con quelle di alcune delle Famiglie romane più importanti, protagoniste assolute per moltissimi anni della vita economica e politica della città, dai Torlonia, agli Odescalchi, dai Ruspoli ai Falconieri, dai Guglielmi ai Rospigliosi.

Castello di Santa Severa
Il Castello di Santa Severa ed il borgo che racchiude, sorge sui resti dell'antica città di Pyrgi, porto etrusco di straordinaria importanza per gli scambi commerciali che all'epoca si svolgevano. Luogo di grande fascino posto a ridosso della fascia di litorale che separa e divide Santa Severa da Santa Marinella, il castello si svela agli occhi del turista in tutta la sua sontuosa e regale bellezza pronto ad ospitare i bagnanti che dopo una giornata trascorsa al mare intendano entrarvi e magari perdersi nelle stradine, nei vicoli, nelle torri.
 
All'interno del Castello di Santa Severa, si consiglia di visitare il Museo Civico Archeologico che presenta una serie di plastici e di riproduzioni molto interessanti e di grande suggestione, in particolare per i visitatori più giovani. Si segnala tra le altre, la sala del museo che ospita una straordinaria riproduzione di un naviglio romano che trasportava un carico di anfore colto da un'improvvisa burrasca. Di grande fascino ed impatto emotivo è la riproduzione sonora dei dialoghi fra il comandante e la ciurma riportati fedelmente dall'analisi di documenti romani ritrovati.

Il castello Odescalchi di Santa Marinella
La classica immagine da cartolina di Santa Marinella è quella che riproduce il porto turistico dominato dall'imponente e maestosa sagoma del Castello Odescalchi. Nato intorno alla torre normanna di vedetta la cui edificazione si fa comunemente risalire ai secoli X-XI, la sua attuale configurazione la si deve alla modifiche architettoniche che sono state realizzate nel corso del XVI e XVII secolo. Elemento che caratterizza l'intero complesso è rappresentato dal grande parco con alberi secolari e numerose piante ed essenze arboree tipiche della vegetazione mediterranea.

Castello di Vulci
Sicuramente uno dei luoghi di maggior fascino dell'intero territorio regionale, il Castello di Vulci, a pochi chilometri dalla via Aurelia, è al centro di un territorio straordinariamente ricco di emergenze storico/archeologiche. Ultimo baluardo settentrionale dello Stato Pontificio, il complesso monumentale del Castello e l'antico ponte di origine romana che domina il corso del fiume Fiora rapiscono il turista che si vede proiettato in un tempo antico dove sono evidenti le presenze e le contaminazioni etrusche e romane prima, medievali poi. Risulta veramente difficile descrivere questi luoghi a chi non avuto ancora la fortuna di andare a scoprirli magari nelle magiche ore del tramonto estivo dove la roccia e le pareti del castello cambiano colore e tonalità a seconda del variare dell'intensità della luce che sta lasciando il posto alla sera. Da non perdere è la visita al Museo Archeologico e all'oasi del WWF che si snoda lungo un tratto di grande bellezza selvaggia del fiume Fiora dove le tracce della presenza della rarissima lontra rappresentano ancora una speranza di salvezza per la salvaguardia di questi ambienti naturali.

Il Castello Ruspoli di Cerveteri
Dopo aver trascorso una lunga giornata al sole sulle spiagge di Maccarese e di Marina di San Nicola, si consiglia di andare a rinfrescarsi nel centro storico di Cerveteri dominato dal complesso fortificato castello Orsini caratterizzato dall'imponente Palazzo Ruspoli, dalla chiesa romanica di Santa Maria Maggiore e da una serie di altri edifici minori. Il Castello Ruspoli ospita al pianterreno il Museo Nazionale Cerite che vanta una collezione di reperti archeologici dal X al I secolo a. C. di assoluto rilievo.
 
Il Castello di Giulio II a Ostia
Edificato nel corso del XV secolo  per volere del cardinale Giulio Della Rovere, futuro papa Giulio II, a presidio del porto fluviale, il castello domina con tutta la sua maestosa imponenza il borghetto di Ostia antica​ che si snoda al suo cospetto. Perduta la sua funzione primaria a causa di una tragica piena del Tevere del 1557 che cambiò il corso del fiume, il castello visse un lungo periodo di abbandono e fu utilizzato a lungo come fienile e magazzino prima e poi come luogo di detenzione. Insieme al borghetto e agli scavi di Ostia antica, il castello con le sue sale affrescate i grandi e spaziosi ambienti che lo caratterizzano al suo interno e la bellissima scala elicoidale che univa gli ambienti destinati alla guarnizione agli spalti del castello, merita una visita attenta perché rappresenta una sorta di isola silenziosa carica di storia posta a metà strada tra il caos delle vicine strade ed il vociare proveniente dalle spiagge di Ostia non lontane.

Castello angioino-aragonese di Gaeta
Il castello di Gaeta si staglia sulla sommità del bel quartiere medievale di S. Erasmo. Fu con buona probabilità un Docibile a costruire nel X secolo la prima struttura castellare, poi sostanzialmente modificata dai Normanni e successivamente ulteriormente trasformata con l'aggiunta di altre importanti costruzioni. Tali significative trasformazioni vennero realizzate nel periodo svevo con Federico II nel 1227, angioino con Carlo II d'Angiò nel 1289 ed infine aragonese con Alfonso I d'Aragona nel 1436. Ulteriori trasformazioni furono eseguite nel Cinquecento da Carlo V. Al termine del XVI secolo del vecchio fortilizio Docibile rimaneva assai poco, al punto che oggi si può a ragione parlare di ben due castelli, uno angioino e l'altro aragonese. Il primo, in posizione più inferiore, è a pianta quadrata con quattro torri circolari angolari (successivamente venne utilizzato come prigione); il secondo, costruito da Alfonso I il Magnifico, fu fortificato su tre lati da massicci torrioni cilindrici e con un'appendice difensiva più bassa. Dal 1436 al 1442 ospitò il re di Napoli, Ladislao di Durazzo. Nel 1870 vi venne inoltre imprigionato Giuseppe Mazzini e successivamente venne trasformato in caserma.

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