Dai miti sull'acqua ai resti di Roma

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Nella mitologia latina si incontrano innumerevoli divinità legate all'acqua, le cui tracce sono ancora visibili a Roma tra i resti delle più antiche fontane e vari monumenti.
 
Uno di questi è il Tempio di Giuturna, dedicato alla ninfa del Lazio Giuturna e patrona delle fonti. E' nel sito di Largo di Torre Argentina insieme alla Fonte di Giuturna, complesso monumentale più ampio, all'interno del Foro Romano.
 
Tra i miti latini c'è poi Fontus, dio delle Fonti o scaturigini, figlio di Giano e di Giuturna, che aveva un tempio ai piedi del Campidoglio, nell'area dell'attuale del Vittoriano, e che gli st​orici rintracciano nei pressi della tomba di Numa Pompilio.
 
Dalla mitologia latina arriva la storia di Egeria, una delle quattro ninfe delle Camene, amante e consigliera del Re Numa Pompilio. La Fonte Egeria si può visitare nello splendido scenario del Parco Regionale dell'Appia Antica nella valle della Caffarella.
 
C'è poi Tiberino, il dio del Tevere, fratello di Fontus, il cui tempio si trovava nell'Isola Tiberina, considerata sacra per i Romani, dove fecero edificare anche il santuario di Esculapio. E' ancora visibile anche il "Nymphaeum Divi Alexandri", costruito dall'Imperatore Alessandro Severo, che si trova nell'angolo nord-occidentale dei giardini dell'attuale Piazza Vittorio.
 
Altro monumento dedicato all'acqua è la Meta Sudans, costruita da Domiziano nei pressi dell'Arco di Costantino, tra il Celio e il Palatino. Era una fontana dove l'acqua anziché zampillare fluiva dalla pietra come se questa sudasse, da cui il nome ‘sudans'.

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