Gianicolo

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Il Gianicolo, famoso per i suoi angoli pittoreschi, è una terrazza dalla vista mozzafiato su chiese, palazzi e monumenti di Roma.
E' una delle alture più elevate della Città Eterna - anche se non fa parte dei noti sette colli sui quali venne fondata Roma – e si erge al di sopra del rione storico di Trastevere. 

Il nome "Gianicolo" deriva dal fatto che anticamente si credeva che il colle fosse il centro del culto di Giano, il dio degli inizi, raffigurato con due volti contrapposti.
Si trova sulla riva destra del Tevere e originariamente fu abitato da popolazioni etrusche, presenti anche nella sottostante zona di Trastevere, prima di essere annesso a Roma sotto il re Anco Marzio. 

In epoca romana il luogo rimase sempre ai margini della vita cittadina, abitato per lo più da orientali, come testimoniano le tracce archeologiche di culti orientali, quali il Santuario Siriaco rinvenuto nel 1906 presso un ingresso orientale di Villa Sciarra.

Il colle venne incluso solo parzialmente nella cinta delle Mura Aureliane, ma acquistò di importanza nel XVII secolo, grazie a papa Paolo V Borghese che ripristinò l'antico acquedotto Traiano per l'approvvigionamento idrico della zona, la cui mostra terminale è costituita dalla Fontana dell'Acqua Paola (noto come il "fontanone" del Gianicolo), e qualche decennio dopo quando papa Urbano VIII Barberini ne inaugurò l'urbanizzazione con la costruzione delle Mura Gianicolensi.

Da quel momento fino a tutto l'Ottocento, sul Gianicolo sorsero parchi, ville, chiese e conventi di grande pregio artistico: Villa Pamphili, Villa Sciarra, Villa Corsini, Villa Lante, la Basilica di San Pancrazio, che inglobò la più antica chiesa paleocristiana sorta sopra una catacomba, la Chiesa di San Pietro in Montorio con lo splendido tempietto del Bramante ed il Convento di Sant'Onofrio, nel quale morì il celebre poeta Torquato Tasso, divenuto tappa di artisti e letterati in visita a Roma (Leopardi, Chateaubriand, Goethe…).

L'aver legato il suo destino alle vicende del Vaticano, rese questo colle di grande rilievo simbolico e strategico nella storia dell'Unità d'Italia. A metà del XIX secolo, sul Gianicolo si combatterono le battaglie per la difesa della Repubblica Romana, contro l'esercito francese chiamato da papa Pio IX a riconquistare Roma.
Anche per questo motivo, sul Gianicolo vi sono alcuni tra i più celebri monumenti cittadini dedicati al Risorgimento: la grande statua equestre di Garibaldi di Emilio Gallori e, poco distante quella della sua compagna Anita, opera dello scultore Mario Rutelli. Nei giardini, moltissimi mezzibusti marmorei ricordano i personaggi italiani e stranieri che lottarono per costruire l'Italia Unita e alcuni tra i più famosi garibaldini che parteciparono alla spedizione dei "Mille". Non lontano, il Mausoleo Ossario Garibaldino, che ospita i resti dei caduti della Repubblica Romana, al cui interno nel 1941 furono traslate dal Cimitero monumentale del Verano le spoglie di Goffredo Mameli.

Curiosità

Dal gennaio del 1904, sotto il Belvedere del Gianicolo, alle ore 12 in punto tre soldati ogni giorno caricano a salve un cannone e sparano un colpo.

In realtà questa tradizione risale a Pio IX che, per evitare confusioni di orario tra le campane delle chiese di Roma, istituì nel 1846 questo servizio presso Castel Sant'Angelo. Nel 1903 il cannone venne spostato a Monte Mario, e dopo qualche mese fu posizionato presso il Gianicolo, dove ancora si trova.

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