Canino piccolo borgo antico

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Canino si adagia esattamente a metà strada tra le rive del Tirreno e il lago di Bolsena. Il borgo ha origini etrusche, come la maggior parte dei paesi del territorio circostante. I primi insediamenti, risalgono proprio a questo periodo. Canino assume importanza storica dopo l'avvento dei Farnese.
 
Ciò si deve soprattutto ad Alessandro Farnese che, nato a Canino nel 1468, grazie alla nomina a papa con il nome di Paolo III, fece numerose donazioni al figlio Pier Luigi. Quest'ultimo incluse Canino, insieme ad altre terre già in suo possesso, nel Ducato di Castro. Nel 1649 Castro fu distrutta da papa Innocenzo X. Nel 1808 Luciano acquistò i terreni che la Camera Apostolica possedeva a Canino.
 
Nel periodo dei conflitti con la Chiesa, quando Napoleone fece arrestare il papa, Luciano fu costretto a fuggire in America ma, tornato dopo quattro anni, apportò al paese una serie di migliorie urbanistiche, dedicando particolare cura alla ristrutturazione delle terme di Musignano.
 
Da visitare
 
Le Buche
La parte più antica e caratteristica di Canino è rappresentata dal quartiere medioevale, oggi chiamato "Le Buche", dove si possono percorrere suggestivi vicoli che conservano la pavimentazione originaria e che offrono frequenti scorci con archetti, scalinate e portali decorati.
 
Complesso di San Francesco
Poco distante dal centro storico si trova l'ex convento di San Francesco, fatto edificare alla fine del XV secolo da Gabriele Francesco Farnese. Nell'armonioso chiostro rinascimentale sono conservati frammenti marmorei con raffigurazioni di animali e modesti affreschi settecenteschi sulla vita del Santo. 
 
Chiesa Collegiata Santi Apostoli Giovanni e Andrea
In piazza Costantino De Andreis svetta la facciata settecentesca della Chiesa Collegiata dedicata ai SS. Andrea e Giovanni Battista, risalente alla fine del XVIII secolo. L'edificio attuale fu costruito tra il 1783 e il 1793 in sostituzione di una chiesa più antica. Questa situata, a quanto sembra, in altra posizione, ma nella stessa zona della Collegiata attuale, nel sec. XVIII risultava essere in pessimo stato, aggravato anche dal modo antigienico con cui venivano seppelliti nel vicino cimitero i defunti. Nonostante gli interventi del duca Odoardo Farnese e del vescovo non vennero mai presi provvedimenti al riguardo e la chiesa fu abbandonata nel 1786 e quindi demolita.

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