Via Giulia

  • facebook
  • twitter
  • Google Plus
  • email

Via Giulia è una delle testimonianze più significative, sul piano urbanistico, dello sviluppo di Roma come potenza pontificia negli anni del Rinascimento, dopo il periodo di relativo abbandono, nel secolo XIV, dovuto anche all'esilio dei Papi ad Avignone.

La via – che collega i rioni Regola e Ponte – già esistente nel medioevo, fu risistemata da Sisto IV della Rovere nel 1478 nell'ambito del piano di riorganizzazione della città prevalentemente a fini mercantili: si chiamava infatti ‘mercatoria' e collegava la zona del tridente di Ponte – Ponte Sant'Angelo – ricca di commerci , con i mercati di Campo de' Fiori e di piazza Navona.

Ma è con Papa Giulio II, anch'egli Della Rovere, e con il Bramante, al quale viene affidato nel 1508 il progetto della ‘via Julia' – allora il rettilineo più lungo di Roma, di circa 1 Km – che la strada assume il valore poi mantenuto nel tempo.

La via era, ed è ancora oggi, costeggiata dai palazzi nobiliari di blasonatissime famiglie di banchieri e mecenati  –  Sacchetti, Ricci, Chigi, Medici Clarelli – e unita alla sponda ‘Renella' del Tevere dal Ponte Sisto, ponte romano nuovamente eretto da Sisto IV in occasione del Giubileo del 1475, modificato dopo il 1870 e riportato infine all'aspetto quattrocentesco in occasione del Giubileo del 2000. 

Nei pressi del ponte l'imponente Palazzo Farnese, nella costruzione del quale fu impegnato anche Michelangelo, offre alla strada la facciata posteriore, loggiata, il giardino visibile dalla cancellata e il piccolo cavalcavia, con frange di edera cadenti come una tenda, romantico sfondo di tante immagini romane.

Fondale di via Giulia dalla parte di Via dei Pettinari era la fontana murale dell'Acqua Paola, del 1613, terminale dell'acquedotto di Paolo V Borghese, che portava da Bracciano l'acqua ai quartieri sulla riva sinistra del fiume. Dalla parte opposta – nel rione Ponte – la strada era ed è tutt'ora chiusa dalla Chiesa di San Giovanni dei Fiorentini, iniziata nel 1519 ma terminata circa un secolo dopo, per la numerosa comunità fiorentina che nel Rinascimento viveva e operava in questa zona: per molto tempo via Giulia fu infatti riferimento di ricchi banchieri e di facoltosi mercanti toscani, soprattutto durante i pontificati di Leone X e Clemente VII.

Lungo la via furono eretti anche palazzetti di minor pregio – secondo i parametri del tempo –  come le ‘Case dei fiorentini'e la ‘Casa di Raffaello', nella quale in realtà il grande artista del Rinascimento non abitò mai: l'edificio infatti fu terminato assai più tardi del 1520, anno della morte di Raffaello.

Curiosità

Nel progettare Palazzo Farnese Michelangelo pensò ad un ponte sul Tevere che congiungesse la facciata del Palazzo su via Giulia alla Villa Chigi, poi detta Farnesina e all'attuale Orto botanico, sulla riva opposta del fiume. Di questo bel progetto resta la terrazza che sporge su via Giulia e il cavalcavia eretto nel 1603 che collega il palazzo Farnese con la chiesa di Santa Maria dell'Orazione e Morte.

Un'altra ‘curiosità' di Via Giulia è la fontana murale dell'Acqua Paola. Con la realizzazione degli argini del Tevere – ‘i muraglioni' –, in seguito alla piena alta 17 m che inondò Roma il 28 dicembre 1870, la fontana messa a fondale della Via Giulia, con una difficile opera di ‘smontaggio' e ‘rimontaggio', è diventata fondale di Ponte Sisto a Piazza Trilussa, sulla riva opposta del Tevere.

Mappa

Dettaglio mappa

Galleria