Gianicolo e Repubblica Romana

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La Repubblica Romana - guidata dal triumvirato formato da Giuseppe Mazzini, Aurelio Saffi e Carlo Armellini - nacque il 9 febbraio 1849 da un'assemblea liberamente eletta con suffragio universale dopo che, a seguito dei moti popolari, il Papa Pio IX era fuggito da Roma.

Il Colle Gianicolo e le zone limitrofe furono teatro di scontri sanguinosi tra le truppe della Repubblica Romana, comandate da Giuseppe Garibaldi, e le truppe francesi del generale Oudinot, in enorme superiorità numerica, intervenute a sostegno di Pio IX per restaurare il potere temporale della Chiesa. 

Per difendere gli ideali di liberta' e di democrazia risorgimentali, qui caddero combattendo giovani provenienti da ogni parte d'Italia e d'Europa, tra i quali Goffredo Mameli, poeta e patriota di 21 anni, autore delle parole del nostro inno nazionale.

Numerosi i monumenti danneggiati, se non distrutti, dalle cannonate dei due schieramenti, tra i quali:

  • Porta San Pancrazio e un tratto delle Mura Gianicolensi;
  • Villa Savorelli (oggi Aurelia), quartier generale di Garibaldi;
  • Villa Spada, sede delle truppe del Colonello Manara;
  • il Casino dei Quattro Venti, avamposto delle truppe francesi;
  • la Chiesa di San Pietro in Montorio, sebbene fosse stata adibita ad ospedale da campo dei garibaldini;
  • la Basilica e il convento di San Pancrazio, alla cui distruzione e saccheggio si aggiunse la profanazione e dispersione delle reliquie del martire da parte dei militari francesi. 

Dopo lunga ed eroica resistenza, le truppe garibaldine vennero sopraffatte, e la Repubblica Romana ebbe fine il 4 luglio 1849.

Da quando Roma divenne capitale del Regno d'Italia, nel 1870, il Gianicolo è divenuto il luogo simbolo dell'identità nazionale ed ospita alcuni dei più celebri monumenti dedicati agli eroi risorgimentali, tra i quali:

  • la statua equestre di Giuseppe Garibaldi, inaugurata il 20 settembre 1895, data scelta per commemorare la presa di Roma da parte dell'esercito italiano, con la Breccia di Porta Pia, sul cui basamento sono raffigurate le principali battaglie dell'Eroe dei due mondi;
  • il monumento ad Anita Garibaldi, moglie e compagna inseparabile nelle lotte in difesa della libertà dei popoli, i cui resti mortali sono custoditi all'interno della base dell'opera scultorea;
  • gli 84 busti dei garibaldini illustri che hanno combattuto per la difesa della Repubblica Romana, tra i quali 4 stranieri;
  • il faro donato alla città dagli Italiani d'Argentina in occasione del cinquantenario dell'Unità d'Italia e per commemorare Roma Capitale (19 Settembre 1911);
  • il Mausoleo Ossario Garibaldino, inaugurato nel 1941, che accoglie i resti dei caduti nelle battaglie per Roma Capitale dal 1849 al 1870, compresi quelli di Goffredo Mameli, traslati qui dal Cimitero monumentale del Verano;
  • il Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina all'interno di Porta San Pancrazio, con la sua collezione di busti, dipinti, incisioni e cimeli garibaldini.

Curiosità

Nel 2005 è stato installato all'interno del Parco del Gianicolo il monumento a Righetto, un ragazzino romano morto nel giugno 1849 mentre disinnescava una bomba francese, divenuto il simbolo di tutti i ragazzi che parteciparono alla difesa di Roma, mentre nel 2011 - 150° anniversario dell'Unità d'Italia - è stato restaurato e qui trasferito dal Lungotevere in Agusta il monumento ad Angelo Brunetti, detto Ciceruacchio, oste e patriota romano fucilato insieme ai due figli.

Approfondimenti

Comitato Gianicolo

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