Il Papa buono in terra Sabina

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Nell'estate del 1904 il giovane seminarista Angelo Roncalli soggiornò nel Seminario di Roccantica, in Sabina. Arrivato in treno da Roma alla stazione di Stimigliano, dovette poi proseguire per una ventina di chilometri, su un carro trainato da buoi, lungo una strada sterrata e polverosa, per arrivare alla Villa del Seminario, con la talare nera, diventata bianca per la polvere.
Avrebbe ricordato quell'episodio il 12 settembre 1960, quando, divenuto Papa Giovanni XXIII, volle tornare in visita pastorale in Sabina. 
 
Immaginiamo di percorrere questo itinerario in compagnia di papa Roncalli, su strade che si fanno spazio tra gli ulivi e che sicuramente egli ammirò insieme agli incantevoli borghi sabini. 
 
Siamo a circa mezz'ora d'auto da Roma,  nel cuore della Sabina, antica terra ricca di storia e cultura, che custodisce un grande tesoro, "l'oro della Sabina", l'olio. Lasciata a Ponzano Romano l'autostrada per Firenze raggiungiamo la stazione di Stimigliano, da cui scorgiamo, appena poco in alto, il borgo antico. L'unico accesso è un ponticello che scavalca il fossato e introduce alla Porta, con accanto il trecentesco Palazzo Orsini. Percorrendo la via del borgo si giunge  sulla piccola piazza dove si può ammirare il Monte Soratte e "il fiasco", come viene comunemente definito dagli abitanti l'avvitamento che il corso del Tevere compie nella vallata. Riprendiamo la strada che affianca le anse del fiume, e, dopo aver percorso diciotto chilometri, tra verdi campi che si alternano a distese di secolari uliveti - come il millenario Ulivone che da circa 3000 anni cresce a Canneto nel territorio di Fara in Sabina – arriviamo a Casperia, caratteristico borgo insignito della Bandiera Arancione, con le sue antiche costruzioni medievali, circondato da mura, torri e un sistema di stradine e cordonate ad anelli concentrici da percorrere esclusivamente a piedi. 
Non si può andare via da Casperia senza aver assaporato i tipici amaretti, una meringa con nocciole tostate e tritate, essenza di mandorle amare e vaniglia. 
 
Continuiamo il nostro itinerario e dopo circa dieci minuti scorgiamo Roccantica, arroccata su un costone dei Monti Sabini. Una cordonata ci conduce al borgo dal tipico impianto medioevale, caratterizzato da stradine, rampe, scale e slarghi. Qui il tempo sembra essersi fermato e chissà quante volte il giovane seminarista, arrampicandosi per le cordonate e le strette viuzze che portano al Seminario si fermò davanti agli usci delle case ad ascoltare e percepire i sapori del desco, per poi continuare la sua strada allargando lo sguardo sulla vallata.  
 

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