Riserva Naturale Regionale Monterano

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La Riserva naturale regionale Monterano, istituita nel 1988, tutela uno degli angoli più rappresentativi ed intatti della Tuscia romana, tra i Monti della Tolfa e il lago di Bracciano.
 
Il suo territorio copre attualmente poco più di 1.000 ettari di terreno, che custodiscono una grande varietà di ambienti e una esuberante biodiversità. Boschi collinari, forre vulcaniche con vegetazione tipica e felci rarissime, prato e pascoli con la loro tipica flora e fauna; il tutto attraversato da un corso d'acqua, il fiume Mignone, incluso nei siti di interesse comunitario che costituiscono patrimonio dell'intera Unione europea nell'ambito della Rete natura 2000.
 
L'estrema ricchezza del substrato geologico, in cui si alternano ampi pianori costituiti da rocce calcareo – marnose e profonde forre fluviali impostate sui terreni vulcanici sovrapposti a queste ultime, determina una sorprendente varietà morfologica e microclimatica che si riflette sulla varietà floristica e del paesaggio vegetale.
Lungo le forre in prossimità del greto fluviale si rinvengono i caratteristici boschi ripariali con ontano nero e localmente pioppo bianco e salice bianco e sui greti sassosi il salice rosso. Ai margini delle zone boscate ed in diretta congiunzione con i pascoli intensamente pascolati si rinvengono cespuglieti, mentre sulle pareti verticali che dominano le forre vulcaniche si imposta un tipo di vegetazione di ambiente mediterraneo dominata da leccio e, in minor misura, bagolaro, erica arborea, fillirea e sporadicamente corbezzolo. Di particolare rilevanza  è anche il popolamento faunistico che sorprende per la sua diversità, annoverando diverse specie di interesse.
I numerosi corsi d'acqua e le zone umide ospitano tra gli anfibi urodeli il tritone punteggiato e il più raro tritone crestato, come pure la salamandrina dagli occhiali
 
L'area protetta accoglie  inoltre resti dell'affascinante "città morta" di Monterano, abbandonata tra la fine del Settecento e l'inizio dell' Ottocento. L'ambiente naturale che circonda i ruderi è di grande bellezza tra pascoli, boschi e corsi d'acqua: non a caso l'area ha ospitato il set di famosi film ambientati nel passato, da Ben-Hur (1959) con Charlton Heston a Il marchese del grillo (1981) con Alberto Sordi. Il territorio della riserva ospita anche testimonianze d'epoca preistorica,  etrusca, forre e sorgenti sulfuree. 
 
 

Curiosità

L' antico abitato di Monterano
 
I ruderi dell'abitato di Monterano attualmente visibili, quali i resti di chiese, acquedotti, torri, risalgono prevalentemente al Seicento. L'area è stata abbandonata  a cavallo tra il XVIII e il  XIX secolo per una concomitanza di fattori storico-ambientali. La malaria prima, e un disastroso saccheggio ad opera delle truppe francesi poi, nel 1799, costrinsero infatti gli abitanti a trasferirsi nei paesi vicini e in special modo a Canale Monterano, che nel frattempo era sorta poco distante in posizione più elevata e favorevole.
 
Fino all'istituzione della riserva naturale, nel 1988, l'antico abitato versava in stato di abbandono per assenza di manutenzione e di interventi di restauro. Con la nascita dell'area protetta è stato possibile ricorre a fonti di finanziamento per interventi di restauro conservativo, almeno dei monumenti principali, sia all'interno del complesso monumentale principale che in singole emergenze architettoniche di pregio.
 
I primi restauri hanno interessato il Palazzo Ducale o baronale, l'edificio più imponente dell'antica Monterano. Progettato dal grande scultore e architetto Gian Lorenzo Bernini (1598-1680), era decorato in facciata da una fontana monumentale detta del Leone e ora riprodotta in copia (l'originale è nell'androne del Palazzo Comunale a Canale). In seguito i restauri hanno interessato i rimanenti edifici.
 

Approfondimenti

Per informazioni: monteranoriserva.it

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