Roma nel cinema

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"Marcello come here" diceva Anita Ekberg da Fontana di Trevi invitando Mastroianni a farsi il bagno con lei, nella "Dolce vita" (1960) di Federico Fellini; Gregory Peck e Audrey Hepburn abbracciati sulla vespa in "Vacanze romane" di William Wyler (1953) sullo sfondo di Trinità dei Monti. Immagini eterne, scolpite nella memoria collettiva che ormai da sempre hanno legato Roma al cinema mondiale.

Roma eterna ed onirica grazie anche al cinema che l'ha esaltata e presa a prestito come sfondo di bellezza in celebri film che hanno fatto la storia della cinematografia mondiale. Negli studi di Cinecittà si sono formate le maestranze e i tecnici tra i più bravi nel mondo che hanno aiutato molto la grande fortuna del cinema italiano e per i quali registi e produttori venivano dagli Stati Uniti e dal resto d'Europa.

In un primo tempo, girare a Roma significava usare le vestigia dell'antichità come avvenne per Elizabeth Taylor in "Cleopatra" (1963) accanto all'Arco di Costantino oppure per "Spartacus" (1960) di Stanley Kubrick o per  "Quo vadis" (1951) di Mervyn Le Roy con l'Appia Antica. Poi venne il tempo del neorealismo e il cinema scoprì i quartieri popolari. Al Tufello, De Sica girò "Ladri di biciclette" (1948).

A Pietralata, dove abitava, Pasolini girò "Accattone" (1961) al Prenestino, Rossellini ambientò "Roma città aperta" (1945) con la famosa scena dell'uccisione di Anna Magnani che esce di corsa da un portone di via Montecuccoli.

A Campo dei Fiori, nel 1953, si muovevano personaggi come Anna Magnani e Aldo Fabrizi. Per le strade del ghetto passeggiava Alberto Sordi nel film di Steno "Un americano a Roma" (1954). Mentre Carlo Lizzani ha ambientato qui il film "L'oro di Roma" (1961) sulla deportazione dei cittadini ebrei romani durante il fascismo. Sempre al ghetto è ambientato il film di Magni, cantore della romanità papalina, nel film  "Nell'anno del Signore" (1970).

Alla Garbatella, Nanni Moretti con "Caro Diario" (1993) ha regalato al quartiere una nuova dignità che lo ha reso uno dei luoghi più belli ed apprezzati al di fuori dei rioni del centro storico.  Poi ci sono i monumenti e i luoghi di riferimento del turismo di massa; al Campidoglio Zampa girò "La Romana" (1954) e Tarkovskij "Nostalghia" (1983).

Sulla piazza del Pantheon, Peter Greenaway ha girato una scena molto importante del film "Il ventre dell'architetto" (1987) mentre, a piazza del Popolo, Scola ha battuto il primo ciack di "C'eravamo tanto amati" (1974). A piazza Navona Dino Risi ha reso un omaggio indimenticabile della Capitale per le scene di "Poveri ma belli" (1957).
A Prati – nel cuore della borghesia romana - Ettore Scola ha immortalato ritratti di vita domestica in "La famiglia" (1987) e Nanni Moretti vi ha girato il film che lo ha reso noto: "Ecce Bombo" (1978). E forse, pochi sanno che le prime immagini de "La Dolce vita" (1960) di Federico Fellini sono state girate all'Eur, e poi proseguite a Via Veneto, diventato luogo di culto per gli attori e le celebrità di quel tempo.

Sempre all'Eur Michelangelo Antonioni ha iniziato le riprese di "L'eclisse" (1962) e Monicelli "Un borghese piccolo piccolo" (1977).

A Roma hanno lavorato con grande soddisfazione anche star internazionali come Orson Welles e Gregory Peck, Gwyneth Paltrow e Cameron Diaz, Leonardo di Caprio e Catherine Deneuve. La città è stata usata come un grande set nel film "Angeli e demoni" (2009) con Tom Hanks o "Il talento di Mr. Ripley" (1999) di Anthony Minghella, fino al recente "Mangia, prega, ama" (2010) Ryan Murphy.

 

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