Cappella Sistina

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La Cappella, dedicata alla Madonna, fu eretta, su incarico di Papa Sisto IV della Rovere da Giovannino de' Dolci su disegno di Baccio Pontelli, alla fine del Quattrocento. L'aula è rettangolare, illuminata da sei grandi finestre e coperta da volta a botte ribassata.
 
Fu lo stesso Papa della Rovere ad invitare un gruppo di straordinari pittori a realizzare un ciclo di affreschi sulle pareti, in cui si sarebbero confrontate le vite di Gesù e di Mosè, secondo una interpretazione biblica che vedeva nel Cristo il rinnovamento dell'alleanza tra Dio e l'Umanità già stretta da Mosé.
 
Tra i maestri coinvolti, che lavorarono sotto la direzione del Perugino, figurano Sandro Botticelli e Luca Signorelli, che impressero il loro segno indelebile sulle pareti della Cappella Sistina. Ad un altro Papa della Rovere, Giulio II, si deve la decisione di ridipingere la volta, che era stata risolta con un cielo stellato: egli chiamò Michelangelo Buonarroti a realizzare l'impresa, malgrado l'artista, all'epoca, fosse famoso soprattutto per le sue sculture e non si fosse mai cimentato con l'affresco. Tra il 1508 e il 1512 il maestro fiorentino dipinse la volta con la serie delle Sibille e dei Profeti, i Progenitori e le Storie della Genesi.
 
Da quel momento l'opera divenne il banco di prova di tutti gli artisti, che venivano a Roma per copiarne le figure e imitarle nei loro lavori. Era nato il Manierismo. La realizzazione del Giudizio Universale fu molto più tarda. Fu Papa Clemente VII a richiamare l'artista per la decorazione della parete di fondo della Cappella nel 1533. L'artista iniziò l'opera durante il pontificato di Paolo III, nel 1536, e la ultimò nel 1541, a 66 anni.

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Per maggiori informazioni: Cappella Sistina

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