Le navi di Caligola tra storia e ricostruzioni nel museo di Nemi

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Era il 1932, quando dal fondo del Lago di Nemi, sono state recuperate attraverso un'impresa archeologica titanica, durata quattro anni, due navi imperiali romane attribuibili all'imperatore Caligola.

Era dal Rinascimento che attraverso mezzi, probabilmente, sbagliati si tentò di far affiorare le due navi, tanto da danneggiarle in diverse parti. Nuotatori esperti, campane futuriste che consentivano all'uomo di calarsi in acqua pur tenendo la testa scoperta. Tante soluzioni son state provate, ma nulla ha portato al recupero delle navi, solo di ammennicoli: la bellissima ghiera in bronzo di un timone con una testa di leone, attrezzi e oggetti, pilastrini in bronzo, protome ferine, tegole in rame dorato, mosaici, lastre in porfido, laterizi ma anche rulli sferici e cilindrici. Tutto ciò è stato in parte acquistato dal Museo Nazionale Romano, mentre altri reperti presero la strada del mercato antiquario.

Fu solo attraverso lo svasamento del lago, mediante l'utilizzo di un impianto idrovoro che le navi furono definitivamente recuperate e in seguito inserite nel museo costruito per ospitarle. Purtroppo il 1 giugno del 1944 un violento incendio lo devastò, distruggendo le navi: si salvò solo quanto portato in precedenza a Roma.

Oggi è possibile visitare il museo e osservare da vicino la ricostruzione delle navi imperiali.

Il museo è diventato un polo culturale legato al territorio del Lago di Nemi, tanto che l'allestimento oggi visibile al pubblico è diviso in due grandi sezioni: la parte sinistra è dedicata alle navi, quella destra all'archeologia del territorio e ospita frequentemente iniziative culturali, quali mostre, seminari, convegni, presentazioni di libri. Fa parte del Sistema Museale Museum Grandtour, che riunisce dodici musei dell'area albana e prenestina.

Nell'ala dedicata alle navi sono esposti, oltre ai modelli degli scafi, attrezzature di bordo in copia  (una noria, una pompa a stantuffo, un'ancora  in legno) e originali (l'ancora in ferro a ceppo mobile, il bozzello, le condutture in piombo con il nome dell'imperatore Caligola), il rivestimento bronzeo della ruota di prua, le imposte lignee di una finestra, porzioni di mosaici e di pavimenti a intarsi marmorei, quattro colonne in marmo portasanta, ceramica, laterizi, decorazioni fittili e monete.

L'ala destra del Museo è dedicata in particolare al Lago di Nemi ed al Santuario di Diana, ma sono presenti anche testimonianze protostoriche dell'intera area albana che rafforzano la valenza didattica dell'esposizione e documentano la vita, i manufatti e i corredi funerari delle popolazioni che abitavano l'area dei Castelli Romani, a partire dall'età del bronzo fino all'età imperiale.

Il Museo si è arricchito di una sezione molto importante, costituita dalla Collezione Ruspoli, fino a pochi anni fa conservata nell'omonimo Castello a Nemi ; tra i materiali esposti  statue, iscrizioni e sarcofagi.

Da non perdere c'è certamente la bellissima vista sulla valle nemorense, tanto amata dall'imperatore Caligola, che lì decise di far edificare la sua villa.

Per maggiori informazioni: http://www.museonaviromane.it/

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