Dopo 70 anni, riapre il Bunker di Villa Ada Savoia a Roma

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Dopo 70 anni, sabato 26 marzo 2016 riapre al pubblico il Bunker di Villa Ada Savoia, il rifugio antiaereo della Famiglia Reale riportato alla sua originaria bellezza grazie all'incessante e meticoloso lavoro di Roma Sotterranea.

Dal 26 marzo iniziano le visite guidate nel Bunker di Villa Ada Savoia e ogni weekend sarà visitabile il rifugio antiaereo della famiglia reale dei Savoia, passeggiando nella villa per poi proseguire negli ambienti sotterranei, e concludendo con un breve filmato, realizzato dal documentarista e regista Fabio Toncelli.

Villa Ada Savoia è uno dei più estesi polmoni verdi di Roma con i suoi 160 ettari di parco, situata a nord di Roma su una zona collinosa che comprende quattro alture: Monte Antenne, Monte della Finanziera, Colle del Roccolo e Colle delle Cavalle Madri. Sulla collina oggi occupata dal Forte Antenne era ubicata l'antica città di Antemnae. Il territorio della Villa era attraversato dall'Acquedotto Vergine, mentre sulla Via Salaria sorsero numerosi cimiteri cristiani, tra i quali le Catacombe di Priscilla.

Dall'VIII secolo fino alla metà del XVI, Villa Ada Savoia è abbandonata e non se ne ha notizia. Nel XVII secolo diviene la sede del Collegio Irlandese, mentre alla fine del XVIII secolo il Principe Luigi Pallavicini compra alcune vigne sulla Via Salaria e le unifica a formare una grande proprietà, sulle quali fa edificare il Casale omonimo, il Tempio di Flora e il Belvedere. Nel XIX secolo, la proprietà passa ai Potenziani, prendendo così il nome di Villa Potenziani, per essere in seguito acquistata da Re Vittorio Emanuele II e quindi prendendo il nome di Villa Savoia. Re Umberto I non ama la villa e decide di venderla al Conte Giuseppe Telfener, amministratore dei beni della Real Casa, che dà alla proprietà il nome della moglie, Villa Ada, per essere venduta in seguito a Bernardo Tanlongo, il Governatore della Banca Romana coinvolto nello scandalo della banca e arrestato nel 1893, quando la villa passa formalmente alla Banca Romana. Entriamo nel XX secolo e Re Vittorio Emanule III riacquista la villa che diviene residenza ufficiale dei Savoia, per essere lasciata per sempre nel 1943. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la villa è occupata dal Comando Tedesco e, dopo la liberazione della città, dalle Forze Alleate e nel Parco viene allestito un campo per le truppe. Solo nel 1996, Il Comune di Roma acquista l'intero comprensorio della Villa, esclusa la Palazzina Reale che è venduta alla Repubblica Araba d'Egitto, che la utilizzava come Ambasciata già dagli anni Cinquanta, come riconoscimento per l'accoglienza data ai Reali in esilio.

Il bunker

La Palazzina Reale, dove risiedevano il Sovrano Vittorio Emanuele e sua moglie, possedeva delle ampie cantine sotterranee, dove la Regina Elena accumulava degli abiti da donare ai più bisognosi.

Alla fine degli anni ‘30, si creò una struttura unica sotterranea che collegava le cantine alle gallerie della cava.

Per paura di incursioni aeree su Roma, Mussolini fece costruire due nuovi bunker, uno a Villa Torlonia ed uno a Villa Savoia, quest'ultimo presumibilmente datato intorno agli anni 1940 - 1941. Il bunkera Villa Savoia fu scavato all'interno del banco tufaceo del Colle delle Cavalle Madri e la sua peculiarità era quella di poter accogliere le autovetture con le quali era rapidamente raggiungibile dalla distante residenza, durante un allarme aereo.

La struttura ha una forma più o meno circolare, accessibile tramite una galleria. Una porta blindata dava accesso ad una prima stanza e poi, attraverso una porta antigas, ad una seconda stanza, il vero cuore del bunker, una camera ad alta pressione sul modello tedesco, dotata di un efficace sistema di filtri, per la depurazione e il ricambio dell'aria, a energia cinetica, creata pedalando su una sorta di "bicicletta". In tutti gli ambienti, estremamente curati, risalta lo stile architettonico razionalista tipico dell'epoca.

Il sistema di protezione dai bombardamenti prevedeva una prima barriera, costituita da due massicci lastroni in cemento armato, posizionata sulla cima della collina, perfettamente mimetizzata dalla folta vegetazione circostante. I lastroni erano sostenuti da esili muretti a mattoni, nei quali si aprono ampi archi poiché, al momento dell'esplosione, i muretti avrebbero ceduto ammortizzando l'impatto delle bombe e creando un effetto a cuscinetto. La protezione dai gas era garantita dalla presenza di guarnizioni in gomma di cui erano dotate tutte le porte, compreso il grande portone carrabile.

Il bunker di Villa Savoia è un adattamento ai parametri dell'"armatura di Braunschweig" ed è annoverato fra i sotterranei di questa tipologia più interessanti d'Italia.

Villa Ada Savoia è oggi un grande parco dove si cela il bunker costruito per la famiglia reale, riconoscibile dalla presenza di un arco in mattoni proprio dove la vegetazione è più fitta.

Per 70 anni il bunker è stato logorato dall'umidità e frequentato da vandali che lo hanno impropriamente rinominato Bunker del Diavolo. Nel 2012, il Comune di Roma ha impedito il proseguire dello scempio racchiudendolo tra dei cancelli, per poi iniziare, alla fine del 2015, i lavori di recupero da parte dei Soci dell'Associazione Roma Sotterranea. Più di 3.000 ore di lavoro hanno riportato gli ambienti al loro stato originale, grazie ad un recupero attento e scrupoloso, sotto i vigili occhi degli esperti della Sovrintendenza Capitolina.

Costo visita guidata: Visita Breve € 10; Visita Completa € 15

Per maggiori informazioni e prenotazioni visite guidate: www.romasotterranea.it, www.bunkervillaada.it, Calendario visite.

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