Alla Scoperta dell’Antica Aricia

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Aricia era un'antica cittadina del Lazio pre-romano, che sorgeva pressappoco sul luogo dell'attuale Ariccia, tra Albano e Genzano, sulla Via Appia. Rappresentava, al XVI miglio della Via Appia, la prima mansio o stazione di posta venendo da Roma (e l'ultima in senso opposto) ed era il secondo abitato civile dopo Bovillae.

Si deve al poeta latino Publio Ovidio Nasone la diffusione della leggenda secondo cui Aricia sarebbe stata fondata da Ippolito, figlio del mitico re di Atene Teseo, accolto dalla dea Diana nel suo bosco sacro tradizionalmente identificato sui Colli Albani attorno all'attuale lago di Nemi: la città avrebbe preso il nome dalla moglie di Ippolito. Un erudito del Seicento, Filippo Cluverio, fece risalire la fondazione della città fino al 2752 a.C. basandosi sulla cronologia del mito; oggi si tende a collocare la prima urbanizzazione del sito di Aricia intorno al X o IX secolo a.C..

Il periodo di massima importanza della città fu quello tra la fine dell'età regia di Roma (509 a.C.) e la battaglia del lago Regillo (499 o 496 a.C.): è probabile che venisse insediato in questi anni nel territorio di Aricia il celebre santuario di Diana Aricina. Nel 504 a.C. la città si oppose ad un assedio da parte degli Etruschi guidati da Porsenna, che furono sconfitti con l'aiuto di Cuma nella battaglia di Aricia.

Cosa Vedere: Il complesso Berninano realizzato su progetto del Bernini nel XVII sec. che comprende la chiesa Collegiata di S. Maria Assunta, i Casini Laterali e il Palazzo Chigi.

La Locanda Martorelli, storico albergo del Grand Tour, che conserva un ciclo pittorico di tempere murarie a carattere storico-mitologico realizzate dal pittore polacco Taddeo Kuntze (seconda metà del ‘700) che narrano la storia dell'antica città della Lega Latina, Aricia, e i suoi rapporti con Roma e la Grecia.

Le vestigia del centro storico, tempio del Capitolium (II sec. a.C.), mura dell'acropoli (IV-II a.C.) e mura sillane (I sec. a.C.), arco romano (II sec. a.C.).

Belvedere sulla Via Appia Antica e la valle di Ariccia sino al mar Tirreno, la monumentale Sostruzione della Via Appia Antica (II sec. a.C.).

L'area archeologica del Torrione Chigi e l'area archeologica del Parco Chigi, l'ultimo lembo del Nemus Aricinum, bosco sacro a Diana, che conserva al suo interno numerose essenze arboree secolari, sia di macchia mediterranea che sequoie, e reperti provenienti dal foro dell'Aricia romana rinvenuti lungo la Via Appia Antica.

Come arrivare: si raggiunge Ariccia attraverso la via Appia Nuova da Roma o Velletri, si parcheggia sotto il ponte monumentale di Ariccia e si sale con il moderno ascensore.

Punto di partenza e arrivo: Piazza di Corte; Parco Chigi. Lunghezza: Km 1,500. Difficoltà: facile

Quando: durante la settimana e nei week-end su prenotazione per gruppi e scolaresche(10.00/13.00-17.00-19.00).

Per maggiori informazioni e prenotazioni: Archeoclub d'Italia Aricino-Nemorense: 3883636502 - archeoclubaricia@alice.it

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